Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna hanno fissato le regole: 19 comuni dovranno fare a meno delle auto a gasolio più vecchie.
Niente più proroghe. Dal primo ottobre 2026 il blocco alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5 diventa realtà in quattro regioni del Nord Italia: Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Lo slittamento dell’anno scorso ha esaurito il margine di manovra, e stavolta la misura entra in vigore senza possibilità di ulteriori rinvii.
A spingere verso questa direzione è la qualità dell’aria della Pianura Padana, tra le peggiori d’Europa e già oggetto di procedure di infrazione a carico dell’Italia. Il divieto, però, nella sua versione definitiva è molto più circoscritto rispetto all’impianto originario: il Parlamento ha alzato la soglia demografica dai 30mila ai 100mila abitanti, dimezzando di fatto il numero di comuni coinvolti. Restano comunque obbligatoriamente incluse diciannove città: Bergamo, Bologna, Brescia, Forlì, Milano, Modena, Monza, Novara, Padova, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Torino, Venezia, Verona e Vicenza. In Emilia-Romagna i comuni più piccoli potranno scegliere di aderire volontariamente.
Ciascuna regione ha poi modellato il divieto secondo tempistiche proprie. La Lombardia è l’unica ad aver optato per un blocco permanente tutto l’anno, attivo nei giorni feriali dalle 7.30 alle 19.30, con la valvola di sfogo del sistema Move-In per chi ha necessità di muoversi a pagamento entro un tetto di chilometri. Le altre tre regioni hanno invece scelto un approccio stagionale, concentrando il divieto nei mesi invernali. Veneto e Piemonte lo applicheranno fino al 30 aprile, l’Emilia-Romagna fino al 31 marzo; in tutti e tre i casi l’orario è compreso tra le 8 e le 18.30, sempre nei soli giorni feriali.
Le singole amministrazioni regionali conservano però un margine di flessibilità: nei prossimi anni potranno aggiornare i propri piani per la qualità dell’aria, anticipando il blocco, allargandolo ad altri comuni o, al contrario, sostituendolo con misure alternative. Per ora, nessuna ha annunciato intenzioni in tal senso.