E’ sempre concentrarsi sugli obiettivi raggiungibili, tenendo conto che la realtà virtuale diffusa dai social, spesso, è poco veritiera se non del tutto falsa.
Oggi si vive in una società in cui gli stimoli esterni sono alla massima potenza. I media, i social, le relazioni interpersonali sembrano avere contenuti per dare il meglio di sé, di alzare l’asticella, come si dice nel gergo sportivo, per superare ogni traguardo. Questo tipo di filosofia induce a superarsi sempre, ad andare oltre i limiti. In una parola ad essere ambiziosi. Ma è giusto porsi dei limiti o si deve spingere al massimo, col rischio di entrare in un meccanismo perverso?
I manuali di psicologia definiscono l’ambizione come una spinta interiore e un desiderio tenace di migliorarsi, raggiungere obiettivi elevati, ottenere successo e riconoscimenti. È il motore che porta le persone a non accontentarsi della propria condizione attuale, traducendosi in progetti concreti e determinazione. A seconda di come viene vissuta e indirizzata, assume diverse sfumature. Ambizione positiva: l’aspirazione a crescere, eccellere e realizzare il proprio potenziale.
Spinge a superare i propri limiti, studiare e lavorare sodo per costruire la vita che si desidera. Non riguarda solo il denaro o la carriera, ma può includere l’ambito relazionale, sportivo o personale. Ambizione negativa: quando diventa eccessiva o totalizzante, può trasformarsi in brama di potere, arrivismo o competizione spietata. In questi casi può causare ansia, isolamento o distogliere l’attenzione dalle cose importanti del presente.
Il termine deriva dal latino “ambitio”, che indicava l’andare in giro (da ambio) dei candidati politici per procacciarsi voti. In origine conteneva l’idea di “cercare di ottenere qualcosa a tutti i costi“. Poiché non ci facciamo mancare nulla, ecco pronto lo studio sul tema, apparso su “Physical Review E”, una delle più antiche e prestigiose riviste scientifiche statunitense che pubblica articoli su tutti gli aspetti della fisica.
Per la valutazione dell’ambizione è stato utilizzato un modello matematico in vari campi, lavorativo, politico e sentimentale. Stranamente è stato osservato che coloro i quali sono stati sottoposti allo studio ottenevano maggiori risultati con un livello di ambizione appena sopra la media, ma non molto alto. Al contrario con attese elevate, si ottenevano risultati peggiori. Gli autori per definire un livello standard di ambizione hanno guardato anche ai risultati.

Nel senso che se sono dubbiosi tendenti al negativo, molto meglio essere molto ambiziosi, senza esagerare. Più facile a dirsi che a mettere in pratica. A questo riguardo è stata presa in esame la politica economica, in cui le crisi economiche sono più sentite delle fasi di benessere. In una situazione siffatta molto meglio, secondo gli autori, spingere sull’acceleratore.
Si dimentica spesso, tuttavia, che nelle azioni umane, recita un ruolo, a volte decisivo, il Caso, ossia tutto ciò che si verifica indipendentemente da un disegno prestabilito o dalle ipotesi di partenza. Dallo studio è emerso anche che non sempre vale la pena prendere come riferimento chi ha raggiunto il successo in un determinato settore. Spesso si ottengono risultati contrari alle aspettative, rendimento insufficiente e crescita dell’insoddisfazione.
Preferibile concentrarsi sugli obiettivi raggiungibili, tenendo conto che la realtà virtuale diffusa dai social, spesso è poco veritiera, se non del tutto falsa.