Il leader di Futuro Nazionale rientrerà appositamente da Bruxelles per accogliere l’ex sindaco di Roma.
Roma – Questa mattina Gianni Alemanno tornerà in libertà dopo mesi trascorsi nel carcere di Rebibbia, dove era finito il 31 dicembre 2024 in seguito alla revoca dell’affidamento ai servizi sociali. Ad attenderlo fuori ci sarà Roberto Vannacci, che ha già fissato una cena con la dirigenza di Futuro Nazionale per celebrare il rientro dell’ex sindaco di Roma nella vita politica attiva.
Alemanno stava scontando una condanna definitiva a un anno e dieci mesi per traffico di influenze illecite, pena emersa nell’ambito dei procedimenti legati all’inchiesta Mondo di mezzo, che aveva segnato la fine della sua parabola istituzionale. Inizialmente gli era stata concessa la misura dell’affidamento ai servizi sociali, ma il tribunale di sorveglianza di Roma aveva poi disposto il trasferimento in carcere contestandogli ripetute violazioni delle prescrizioni: il mancato rispetto degli orari autorizzati per le uscite e la partecipazione a iniziative politiche incompatibili con il programma di detenzione alternativa.
Vannacci, che guida Futuro Nazionale dopo la sua esperienza all’Europarlamento, ha annunciato che rientrerà appositamente da Bruxelles per essere presente in quella che definisce una giornata significativa. La cena di questa sera sarà anche il primo incontro tra i due da quando Alemanno, nella scorsa primavera, ha formalmente fatto confluire il suo movimento Indipendenza nel partito dell’ex generale.
L’ex sindaco di Roma era stato tra i fondatori di Fratelli d’Italia prima di allontanarsene in seguito alla condanna.
Il messaggio politico di Vannacci è piuttosto esplicito: chi ha scontato la propria pena riacquista la piena libertà e con essa il diritto di tornare a dare un contributo. Una comunità politica seria, ha spiegato, non archivia le persone in base alla convenienza del momento né le abbandona nei passaggi difficili. Il riferimento a FdI, pur non esplicitato, appare piuttosto evidente. Alemanno porta con sé, secondo Vannacci, un patrimonio di esperienza amministrativa e politica che costituisce un valore aggiunto per un partito che si propone di rimettere al centro sovranità, identità nazionale e interessi degli italiani.