La 41enne di origini romene è morta sul colpo. Alla guida della Fiat 500X un 38enne che ha invaso la corsia opposta.
Palermo – C’è una curva della Statale 186, stretta e traditrice, che ora porta il peso di un’altra vita spezzata. Mirela Nicoleta Rusu, 41 anni, di origini romene, stava pedalando con tre amici verso Palermo quando una Fiat 500X, lanciata in un sorpasso folle nonostante la linea continua, ha invaso la corsia opposta falciandola senza lasciarle scampo. Morta sul colpo, davanti agli occhi terrorizzati del suo compagno che, pochi metri più avanti, è riuscito per miracolo a schivare l’auto piombatagli addosso.
L’incidente si è consumato nella mattinata di sabato 21 giugno a Pioppo, piccola frazione di Monreale alle porte del capoluogo siciliano, sulla Statale 186, una strada stretta e piena di curve. Alla guida del veicolo c’era Giuseppe Lucia, 38 anni, che secondo la ricostruzione degli investigatori stava superando tre auto in un tratto dove il sorpasso è tassativamente vietato.
“L’abbiamo visto arrivare all’improvviso“, hanno raccontato agli inquirenti i tre uomini che pedalavano insieme alla vittima. Parole che restituiscono il terrore di una frazione di secondo nella quale non c’è stato nulla da fare. In testa al gruppetto c’era il compagno di Nicoleta, Andrea Calandra, un odontotecnico che aveva conosciuto la donna quattro anni fa, uniti dalla stessa passione per la bicicletta. Lui è riuscito a scartare all’ultimo istante, salvo nel corpo ma distrutto nell’anima: è stato portato al pronto soccorso in stato di shock. Un altro ciclista ha riportato ferite lievi ed è stato trasferito in codice giallo all’ospedale Ingrassia, mentre il quarto amico è rimasto illeso.
Dopo lo schianto, il conducente della Fiat 500X non si è dato alla fuga e ha collaborato con gli investigatori. Sottoposto agli esami alcolemici e tossicologici, l’alcoltest è risultato negativo. La salma della donna è stata restituita dai magistrati ai familiari. Sull’accaduto indagano la polizia municipale e i carabinieri di Pioppo e Monreale, coordinati dalla Procura di Palermo guidata dal procuratore Maurizio de Lucia.

La tragedia ha scosso nel profondo la comunità ciclistica siciliana. “Vogliamo ricordarti così, Nicoleta. Con il tuo sorriso contagioso e solare, così come contagioso era il tuo amore per la bicicletta. Oggi l’ennesimo omicidio stradale ci ha tolto una vita. Tutto questo non è più accettabile“, ha scritto la Federciclismo Sicilia. Durissimo Fabrizio Cavaliere, del comitato regionale: “Solo un criminale può fare un sorpasso in quel tratto di strada. La nostra ciclista è stata falciata e non ha avuto scampo. Non si può morire così“. Il presidente Diego Guardì ha rilanciato la richiesta di tutele normative: “Serve una legge per tutelare i ciclisti, i tesserati ma anche le massaie. Quanto successo oggi va contro ogni regola e norma”.
La morte di Nicoleta si aggiunge a una strage silenziosa che non conosce tregua: dall’inizio del 2026 sono già 101 i ciclisti uccisi sulle strade italiane, secondo l’Osservatorio curato da Asaps e Sapidata. Sette solo nell’ultima settimana. E la tragedia della Statale 186 arriva a poche ore da un altro dramma: il giorno prima, a Pressano in Trentino, la 14enne Adele Cobelli era stata investita e uccisa da un’auto mentre si allenava in sella alla sua bici. Due vite su due ruote cancellate in meno di 24 ore, su strade che continuano a essere campi di battaglia.