Confiscati beni per 2,5 milioni al titolare di un “Compro oro”

Sigilli a immobili, conti, gioielli e lingotti in Italia e nel Principato di Monaco. Riconosciuta la sproporzione tra redditi e investimenti.

Genova – I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Genova – Gruppo Tutela Economia, Sezione Riciclaggio – coordinati dalla Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione a un decreto di confisca di prevenzione nei confronti del titolare di un “Compro oro”, emesso dal Tribunale di Genova – Sezione per le Misure di Prevenzione, per un importo complessivo pari a 2,5 milioni di euro.

Il sequestro riguarda immobili, beni mobili (rapporti finanziari, contanti, orologi di lusso, gioielli e lingotti d’oro), moto e autovetture presenti in Italia e nel Principato di Monaco. Il proposto rientra nella categoria dei soggetti connotati da pericolosità sociale “generica”, il cosiddetto “evasore fiscale socialmente pericoloso”, avendo vissuto abitualmente – per condotta e tenore di vita – con proventi derivanti da attività delittuose finalizzate all’evasione fiscale.

Il provvedimento è stato adottato nei confronti del capo e organizzatore del sodalizio, formalmente residente a Cuba ma di fatto stabilmente domiciliato a Genova. La misura si basa su articolate investigazioni economico‑patrimoniali coordinate dalla Procura e condotte anche tramite un Ordine Europeo di Indagine in Francia e rogatorie internazionali nel Principato di Monaco. Le verifiche, estese a oltre quarant’anni di operatività del nucleo familiare, hanno permesso di ricostruire un ingente patrimonio mobiliare e immobiliare detenuto in Italia e all’estero, evidenziando una marcata sproporzione tra il valore dei beni e i redditi dichiarati, pressoché inesistenti.

Il decreto fa seguito al sequestro disposto nel novembre 2025 dal tribunale di Genova. Nel corso del procedimento, il tribunale ha respinto le eccezioni del soggetto e della moglie, intestataria formale di alcuni beni, ritenendo insufficienti le giustificazioni sulla provenienza dei flussi di denaro utilizzati per gli acquisti. È stata quindi riconosciuta la sproporzione tra redditi irrisori e investimenti patrimoniali, ricondotta all’accumulo di profitti illeciti derivanti da plurimi reati finanziari. La gestione dei beni confiscati è stata affidata a un amministratore giudiziario.

L’attività di prevenzione si inserisce in un più ampio contesto investigativo che aveva già portato all’esecuzione di misure cautelari personali nei confronti di quattro soggetti, al sequestro preventivo di denaro contante, preziosi, beni mobili, immobili, conti correnti e quote societarie nel gennaio 2025, nonché alla condanna nel marzo 2026 del medesimo soggetto a 3 anni e 4 mesi di reclusione, in primo grado, per associazione a delinquere a base familiare finalizzata alla sottrazione fraudolenta di beni al pagamento delle imposte.