Le indagini della squadra mobile hanno portato all’identificazione dei presunti responsabili dell’aggressione.
Genova – La polizia ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, richiesta dalla Procura per i minorenni di Genova ed emessa dal Gip presso il Tribunale per i minorenni di Genova, nei confronti di due 17enni e un 16enne, tutti tunisini, per rapina aggravata e lesioni aggravate.
Il provvedimento restrittivo compendia le indagini condotte dalla Sezione contrasto al crimine diffuso della squadra mobile di Genova, a seguito della rapina avvenuta lo scorso 9 maggio ai danni di un uomo che era giunto in città per partecipare all’Adunata nazionale degli alpini; mentre si trovava in Vico Vegetti è stato bloccato da quattro soggetti che gli hanno sbarrato la strada e lo hanno aggredito e colpito con un pugno al volto, riuscendo così a sottrargli il portafogli e un coltellino multiuso dalle tasche dei pantaloni, lasciandolo a terra, tramortito. Ha riportato una frattura scomposta alla mascella, refertata con una prognosi di 40 giorni.
L’attività investigativa avviata a seguito dell’analisi dei filmati si è concentrata sull’identificazione dei presunti responsabili, attraverso una serie di approfonditi accertamenti che hanno interessato i gruppi di giovani abituali frequentatori del centro storico. I successivi controlli effettuati presso le strutture di accoglienza e i mirati servizi di osservazione sul territorio hanno consentito di individuare i presunti autori del reato e i ruoli assunti da ogni soggetto durante l’aggressione, oltre all’esatto momento in cui hanno fatto rientro presso le comunità.
Tre di loro sono stati individuati e fermati questa mattina; si tratta di soggetti pregiudicati per rati contro la persona, il patrimonio e in materia di stupefacenti. Durante la stesura degli atti uno di loro è stato altresì deferito per ricettazione in quanto trovato in possesso di uno smartphone rubato.
Sono stati tutti associati presso l’Istituto Penale per i minorenni di Torino, a disposizione dell’A.G. La singola soggettiva posizione è ora al vaglio della Divisione anticrimine per le previste misure di prevenzione.