Il sindacato contro l’emendamento che escluderebbe la sanità privata dall’IVC: penalizzati 300mila professionisti del comparto.
Roma – “Nel DNA della UGL Salute c’è un principio cardine che non è negoziabile: la giustizia sociale. Un valore che oggi rischia di essere calpestato a causa di un blitz inaccettabile. Parliamo di un emendamento contenuto nel ‘Decreto-legge Primo Maggio 2026’, mirato a escludere i lavoratori della sanità privata e del sociosanitario dall’Indennità di Vacanza Contrattuale rimandando la definizione in contrattazione collettiva. Siamo di fronte ad uno schiaffo nei confronti di oltre 300.000 professionisti che mantengono in piedi il sistema assistenziale del Paese”. Lo dichiara con fermezza Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale della UGL Salute.
“Nel Decreto-legge – argomenta il sindacalista – è stata istituita l’IVC come scudo economico provvisorio contro il caro-vita per chi è in attesa del rinnovo del CCNL. Riteniamo gravissimo che l’emendamento recepito possa ora spaccare il mondo del lavoro, decretando che i dipendenti delle strutture private accreditate non abbiano diritto a questa tutela. Parliamo di professionisti che erogano anche prestazioni pubbliche per conto dello Stato: pensare di risparmiare sulle loro spalle significa sancire, per legge, l’esistenza di lavoratori di serie B”.
Per la UGL Salute, la difesa del comparto è una battaglia di civiltà che sposa appieno la visione del sindacalismo nazionale.
“Questi 300.000 lavoratori – prosegue Giuliano – sono già penalizzati da contratti bloccati da anni e da un’inflazione che morde i bilanci familiari. Togliere loro anche il paracadute economico del 30% della variazione dell’Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato è un controsenso inaccettabile. Chi cura i cittadini ha gli stessi doveri, ma deve avere anche gli stessi diritti, senza alcuna distinzione tra pubblico e privato”.
“Non tollereremo che i lavoratori della sanità privata vengano discriminati in questo modo. Faremo valere le ragioni dei lavoratori in tutte le forme consentite. La dignità di chi garantisce la salute della Nazione si difende con i fatti”, conclude Giuliano.