Vi ricordate quel maledetto periodo?

Ebbene poco è stato fatto in caso di recidive. Insomma la lezione non è bastata e una certa politica non fa altro che nascondere la testa sotto la sabbia…

Il Covid non ha insegnato nulla. È proprio vero che l’essere umano è di “coccio”, come dicono a Roma, e non impara nulla dal passato. Gli errori vengono tragicamente ripetuti, quasi una coazione a ripetere che lascia molti dubbi sulla sua intelligenza. Altro che “Historia magistra vitae” (la storia è maestra di vita) come diceva il famoso oratore romano Cicerone! Sono trascorsi 6 anni da quando l’infido e letale virus Covid-19 irruppe nelle nostre vite, sconvolgendole.

Si pensava che dopo la pandemia le istituzioni mondiali avrebbero avuto a disposizione maggiore resilienza per affrontare le emergenze. Ed invece ci si sta comportando come il gambero, facendo un passo avanti e due indietro. La denuncia dello stallo è contenuta nel report a cura del Global Preparedness Monitoring Board (GPMB), un organismo indipendente istituito nel 2018 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dalla Banca Mondiale, per valutare la preparazione globale alle emergenze sanitarie e prevenire crisi come le pandemie. Il report è stato presentato durante la 79ª Assemblea Mondiale della Sanità tenutasi dal 18 al 23 maggio 2026 a Ginevra, in Svizzera.

Dopo la pandemia di Ebola del 2014/2016 e del Covid-19 del 2020 si è amaramente constatato che gli investimenti fatti non hanno raggiunto gli obiettivi sperati. Il mondo è più insicuro di prima per una serie di motivi. Si tratta di un’analisi che parte dall’Ebola fino al Covid-19 e il Vaiolo delle scimmie con gli effetti devastanti sui sistemi socioeconomici e sanitari. Ad esempio per il vaccino contro il Vaiolo dei simpatici animali somiglianti all’uomo ci sono voluti circa 2 anni per essere diffuso nei Paesi a basso reddito.

Oltre ai danni alla salute e all’economia è diminuita molto la fiducia nei governi e sulla possibilità di incidere sulle loro decisioni. Tutti questi attacchi concentrici hanno indebolito le istituzioni nell’affrontare le emergenze, malgrado la presenza di Sua Divinità l’Intelligenza Artificiale (IA). Si pensava che le tecnologie digitali avrebbero fornito strumenti più efficaci per controllare le pandemie. Invece la mancanza di capacità gestionali e di sicurezza potrebbero inficiare l’intervento sanitario esasperando gli squilibri per usufruire delle cure adatte.

Covid 19 uguale morte e distruzione: ma la lezione l’abbiamo dimenticata?

Senza politiche sanitarie basate sull’imparzialità per soddisfare le esigenze di tutti, ancora una volta si concretizzerà la solita discriminazione verso i più fragili, deboli, in una parola i “poveri cristi”. Solo cambiando il paradigma culturale si potrà disporre di arnesi più efficaci per affrontare le emergenze future. Come tutti i report prodotti da organismi di varia natura non potevano mancare i consigli per un cambio di indirizzo. Innanzitutto la creazione di un sistema di controllo del rischio pandemico, indipendente e continuo.

Poi rendere diffuso per tutti l’uso di vaccini e terapie attuando l’Accordo sulle pandemie. Si tratta di un quadro giuridico internazionale approvato dall’Assemblea Mondiale della Sanità il 20 maggio 2025 per migliorare la prevenzione, sorveglianza e risposta globale alle future pandemie, garantendo equità nell’accesso alle risorse mediche. Infine investire risorse finanziarie per fornire strumenti ad hoc, sia nella fase antecedente della pandemia, sia quando si manifesta.

L’esposizione al pericolo sarà maggiore se collaborazione ed mutuo soccorso saranno latitanti. Purtroppo le speranze rischiano di essere vane visto che, nei secoli, l’uomo ha mostrato sempre la faccia peggiore: avida, tronfia, spocchiosa, prevaricante, aggressiva.