La nuova perizia solleva dubbi riguardo ai segni sul collo della vittima, che risulterebbero incompatibili con la seta rinvenuta sulla ringhiera.
Pesaro – A quasi quattro anni dalla morte di Francesca Ercolini, magistrata molisana di 51 anni trovata senza vita nella sua abitazione di Pesaro il 26 dicembre 2022, le indagini si aprono a uno scenario inedito. La Procura dell’Aquila ha iscritto nel registro degli indagati sei persone e ora valuta anche l’ipotesi dell’omicidio.
Il punto di svolta è arrivato con l’incidente probatorio tenutosi proprio a Roma. L’anatomopatologo Vittorio Fineschi, incaricato di eseguire una nuova autopsia dopo la riesumazione della salma, sepolta nel cimitero di Riccia, in provincia di Campobasso, ha depositato una perizia che mette in discussione la ricostruzione iniziale. I segni rilevati sul collo della donna risulterebbero difficilmente compatibili con una striscia di seta trovata annodata alla ringhiera della scala di casa, l’elemento che nel 2022 aveva orientato gli inquirenti verso l’ipotesi del suicidio.
Per fare ulteriore chiarezza, il giudice ha disposto accertamenti integrativi sulla compatibilità di quelle lesioni con due cavi elettrici rinvenuti e sequestrati nell’appartamento. Nei prossimi giorni la polizia scientifica tornerà sul posto per nuovi rilievi. Gli esiti confluiranno nell’udienza fissata per il 22 settembre davanti al Gip Marco Billi.
Nel fascicolo figurano, a vario titolo, il marito della vittima, il medico legale che condusse l’esame autoptico originario e alcuni appartenenti alle forze dell’ordine. Le ipotesi di reato comprendono maltrattamenti e istigazione al suicidio in un filone, depistaggio, violazione del segreto istruttorio, falsa perizia e omissione d’atti d’ufficio in un altro.
A spingere per la riapertura del caso è stata Carmela Fusco, madre della giudice e sorella della politica molisana Angiolina Fusco Perrella, scomparsa nel 2021, che non ha mai accettato la versione del suicidio. Da anni la figlia le descriveva una vita domestica segnata da umiliazioni e violenze fisiche e psicologiche, attribuite sia al marito che al figlio, documentandole con fotografie di lividi, tagli, occhi gonfi e messaggi scritti. Due settimane prima della morte, Fusco aveva inoltrato una lettera anonima alla Questura di Pesaro per segnalare quella situazione. La lettera non fu presa in carico.
A dare l’allarme, il 26 dicembre 2022, furono il marito e il figlio della coppia.