Arrestato un 27enne: avrebbe raggirato due anziane con la tecnica del falso maresciallo. Decisiva la geolocalizzazione dell’auto a noleggio e l’intervento della polizia.
Roma – Era arrivato la mattina dalla provincia di Caserta per una trasferta lampo che avrebbe dovuto concludersi nel primo pomeriggio, con ritorno in autobus a Napoli e bottino al seguito. Il suo breve “tour delle truffe” si però infranto al capolinea della stazione Tiburtina, quando il giovane campano si è visto accerchiato dagli agenti della polizia di Stato.
Nel borsone che aveva con sé, gli investigatori del III Distretto Fidene-Serpentara hanno recuperato gioielli e preziosi per un valore complessivo di oltre 120.000 euro, riconducibili a due truffe consumate nell’arco di poche ore. La vicenda ha avuto inizio con la telefonata ricevuta da un’anziana sul suo cellulare, da parte di un uomo qualificatosi come maresciallo dell’Arma dei Carabinieri.
Con il pretesto di dover svolgere degli accertamenti su una rapina commessa mesi prima con un veicolo intestato alla donna, il sedicente militare avrebbe dapprima verificato che la vittima fosse sola in casa, per poi indirizzare la conversazione sul figlio, lasciando intendere possibili conseguenze giudiziarie a suo carico.
Il passaggio, studiato per generare allarme ed abbassare le difese dell’anziana, avrebbe prestato il fianco alla fase successiva del copione: una videochiamata sulla stessa utenza, con la quale il sedicente maresciallo avrebbe chiesto alla vittima di mostrare gli ambienti dell’abitazione ed i beni custoditi all’interno, come ricognizione preventiva a distanza, utile a pianificare il momento operativo della riscossione.
Quindi, dopo averla convinta a raccogliere tutti gli oggetti di valore che aveva mostrato in videocamera in un asciugamano bianco, le aveva preannunciato l’imminente arrivo di una persona delegata agli accertamenti tecnici.
Pochi minuti dopo, il sedicente perito si era effettivamente presentato alla porta, pronunciando un codice identificativo corrispondente a quello anticipato telefonicamente alla donna dal militare.
La messa in scena si è conclusa nel giro di qualche secondo, quando l’uomo è fuggito via col bottino approfittando di un momento di distrazione dell’anziana, intenta a proseguire l’ispezione in videochiamata col sedicente militare.
Le grida d’aiuto della donna, lanciate a gran voce una volta acquisita consapevolezza del raggiro, hanno attirato l’attenzione di un esercente della zona, che è riuscito ad annotare la targa dell’auto utilizzata per la fuga, allertando contestualmente l’ 1 1 2 (N.U.E.).
È stato poi il lavoro rapido e certosino degli investigatori del III Distretto Fidene-Serpentara a consentire di infrangere il copione proprio nelle sue battute finali.
Grazie alla geolocalizzazione del veicolo, risultato a noleggio, gli agenti sono riusciti a risalire al parcheggio di un centro commerciale, dove l’auto era stata lasciata da pochi minuti. L’immediata visione delle immagini di videosorveglianza ha consentito di cristallizzare la fisionomia dell’uomo ed il colore del borsone che aveva prelevato dall’abitacolo prima di allontanarsi.
Intuendone la probabile via di fuga, i poliziotti hanno esteso le ricerche alla vicina stazione Tiburtina, dove lo hanno rintracciato nei pressi del terminal degli autobus con un biglietto di ritorno per la tratta Roma-Napoli.
All’interno del borsone è stata rinvenuta l’intera refurtiva, ancora raccolta nell’asciugamani bianco, oltre ad altri orologi e gioielli successivamente ricondotti ad una seconda truffa consumata, con modalità analoghe, due ore prima ai danni di un’altra anziana.
Per il giovane, ventisettenne di origini casertane, è scattato l’arresto. L’operato della polizia di Stato è stato successivamente convalidato nelle aule di Piazzale Clodio.