La 41enne è accusata di aver avuto un ruolo chiave nella presunta frode informatica ai danni dell’ente in Lussemburgo.
Roma – Sui social mostrava una vita fatta di viaggi, serate esclusive e locali alla moda. Un profilo che raccontava successo e benessere. Dietro quelle immagini, però, secondo gli investigatori si nasconderebbe una storia molto diversa.
Al centro dell’inchiesta c’è Clarissa La Porta, 41 anni, che sui propri canali si presenta come avvocata. La donna è finita in manette a Roma, dove gli agenti della squadra mobile l’hanno rintracciata all’interno di un appartamento tra i quartieri Trionfale e Pineta Sacchetti. Ora si trova nel carcere di Rebibbia.
Il suo nome compare nell’indagine su una presunta truffa da 60 milioni di euro che avrebbe colpito la Caritas del Lussemburgo, che secondo quanto emerso avrebbe avuto pesanti conseguenze sui conti dell’organizzazione.
Per gli inquirenti, la 41enne non avrebbe avuto un ruolo marginale. Anzi. Sarebbe stata una figura chiave all’interno di un meccanismo molto più ampio, composto da diverse persone e costruito, stando alle accuse, per far sparire le tracce del denaro e renderne difficile la ricostruzione.
L’indagine lussemburghese ipotizza che il gruppo abbia messo in piedi una sofisticata frode informatica. Avrebbero convinto alcuni dipendenti dell’ente a eseguire migliaia di operazioni bancarie, usando comunicazioni che sembravano arrivare direttamente dai vertici dell’organizzazione. Una trappola ben congegnata nella quale sarebbero finite oltre 8.000 transazioni.
Secondo l’accusa, La Porta si sarebbe occupata della parte più delicata del sistema: la predisposizione e la gestione di documentazione che avrebbe consentito di dare una veste apparentemente regolare ai fondi ottenuti con la presunta frode. In poche parole, avrebbe contribuito a far perdere le tracce del denaro una volta uscito dai conti dell’ente.
Da tempo ricercata dalle autorità del Lussemburgo, la donna era finita sotto la lente degli investigatori insieme ad altre sette persone. Le attività di ricerca hanno infine portato gli agenti fino a Roma, dove il cerchio si è stretto definitivamente.
L’arresto è stato eseguito in forza di un mandato di arresto europeo. Adesso saranno i prossimi passaggi giudiziari a chiarire il suo eventuale coinvolgimento nella vicenda. Nei prossimi giorni avrà infatti la possibilità di comparire davanti ai magistrati e fornire la propria versione dei fatti.