Transizione energetica, l’Europa finanzia ma chiede svolta

La Commissione Europea concede flessibilità fiscale all’Italia: focus su rinnovabili, indipendenza energetica e riduzione dei fossili.

Bruxelles – La Commissione Europea ha confermato il via libera alla flessibilità di bilancio per l’Italia: fino a 13-14 miliardi di euro in tre anni, con un margine annuo massimo dello 0,3% del PIL, per misure di resilienza energetica e accelerazione della transizione dai combustibili fossili.

Nel corso dell’assemblea è stato illustrato ai lavoratori lo stato della vertenza, che rischia di trasformarsi in una vera e propria Commissione Europea. Le raccomandazioni della Commissione si concentrano con chiarezza sulla necessità di accelerare gli investimenti nelle energie rinnovabili, nell’elettrificazione e nell’indipendenza energetica.

Andrea Bigai, presidente di EBS, commenta: “La flessibilità ottenuta a Bruxelles deve tradursi in investimenti reali nella transizione: è questa la condizione per meritarla e per usarla bene. Il DL Energia, nella sua formulazione attuale, non solo non favorisce investimenti nel complesso delle energie rinnovabili, ma anzi per alcune di esse ne limita il funzionamento. È una scelta che, oltre a rallentare la decarbonizzazione del sistema energetico nazionale, rischia concretamente di precludere all’Italia l’accesso alle risorse europee appena rese disponibili”.

Queste risorse, come esplicitamente indicato dalla Commissione, sono riservate a misure che contribuiscano a rafforzare la resilienza strutturale del sistema energetico europeo e che accelerino la transizione dai combustibili fossili.

Tra le fonti rinnovabili su cui l’Italia può e deve puntare la produzione da biomasse solide rappresenta un asset strategico spesso sottovalutato. A differenza di altre fonti intermittenti, la biomassa solida garantisce continuità di produzione e programmabilità: caratteristiche fondamentali per la stabilità della rete e per una vera indipendenza energetica. Inoltre, la filiera delle biomasse solide opera secondo i principi dell’economia circolare, valorizzando scarti e residui agricoli e forestali che altrimenti andrebbero perduti, con benefici concreti per i territori, per l’occupazione locale e per la riduzione delle emissioni lungo tutta la catena del valore.

Prosegue Bigai:Spagna il caso della Spagna che ha richiesto flessibilità fiscale non per misure tampone, ma specificamente per accelerare gli investimenti in energia rinnovabile, come garanzia di indipendenza energetica e competitività strutturale”.

Aggiunge poi il Presidente dellAssociazione EBS: Associazione EBS Riteniamo che investire nelle rinnovabili non sia solo una scelta ambientale: è una scelta economica, industriale e di sovranità. Il mix rinnovabile,
per essere efficace, deve includere fonti programmabili come la biomassa solida, capaci di integrare le fonti aleatorie contribuendo a bilanciare l’intermittenza del sole e del vento e di garantire la sicurezza degli approvvigionamenti in ogni condizione. Limitare gli investimenti green oggi significa rinunciare a miliardi di risorse europee già disponibili, perdere competitività e mantenere il Paese dipendente da forniture energetiche esterne instabili e costose”.