Quella notte la discoteca marchigiana, gremita di giovanissimi in attesa del concerto del rapper Sfera Ebbasta, si trasformò in una trappola mortale.
Corinaldo – È stato trasferito nel carcere di Montacuto, ad Ancona, Marco Cecchini, il dj e “gestore di fatto” della discoteca Lanterna Azzurra, condannato in via definitiva per la strage avvenuta nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018.
I carabinieri di Corinaldo hanno eseguito il provvedimento dopo la sentenza della Corte di Cassazione che ha confermato nei suoi confronti la pena a cinque anni e cinque mesi di reclusione per omicidio colposo plurimo, lesioni colpose e disastro colposo.
Quella notte la discoteca marchigiana, gremita di giovanissimi in attesa del concerto del rapper Sfera Ebbasta, si trasformò in una trappola mortale. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, alcuni malviventi spruzzarono spray al peperoncino all’interno del locale con l’obiettivo di compiere furti tra il pubblico. Il gesto scatenò il panico tra le centinaia di ragazzi presenti nella struttura, già sovraffollata.
La fuga disperata verso le uscite provocò il cedimento di una ringhiera su una rampa esterna. Decine di persone precipitarono e vennero travolte dalla calca. Nel disastro morirono cinque adolescenti tra i 14 e i 16 anni – Asia Nasoni, Daniele Pongetti, Benedetta Vitali, Mattia Orlandi ed Emma Fabini – insieme a Eleonora Girolimini, madre di 39 anni che aveva accompagnato la figlia alla serata.
Il bilancio finale fu devastante: oltre alle sei vittime, più di duecento persone rimasero ferite in una delle tragedie più gravi avvenute negli ultimi anni nel mondo dell’intrattenimento italiano. Con il trasferimento in carcere di Cecchini si chiude uno dei principali capitoli giudiziari legati alla strage di Corinaldo, una vicenda che continua a rappresentare una ferita profonda per le famiglie delle vittime e per l’intera comunità marchigiana.