La scoperta della malattia per il 46enne Ivan Ricciardi è arrivata solo poche ore prima della morte. La Procura si prepara ad aprire un’inchiesta.
Lecce – Per otto mesi avrebbe cercato risposte tra visite mediche e accessi in ospedale, lamentando dolori sempre più forti alla schiena e un progressivo peggioramento delle sue condizioni. Ma la diagnosi di tumore ai polmoni sarebbe arrivata soltanto poche ore prima della morte. È la drammatica vicenda di Ivan Ricciardi, 46 anni, residente a Squinzano, deceduto lunedì 26 maggio all’ospedale Perrino di Brindisi. Sulla sua morte ora pesa un’ipotesi di malasanità: il figlio dell’uomo ha presentato denuncia-querela alla Questura di Brindisi.
Secondo la ricostruzione de La Repubblica, il calvario del 46enne sarebbe iniziato mesi fa con un forte dolore lombare che costringeva Ivan a letto e all’assunzione di farmaci oppioidi per sopportare le sofferenze. Col passare del tempo sarebbero comparsi anche gonfiori diffusi e difficoltà sempre più evidenti, senza però che venissero disposti accertamenti approfonditi.
I familiari sostengono che l’uomo si sia rivolto più volte agli ospedali della zona venendo però sistematicamente dimesso. Anche il medico curante, secondo quanto denunciato dalla famiglia, avrebbe smesso di rispondere a chiamate e messaggi mentre il quadro clinico continuava a peggiorare.
La situazione sarebbe precipitata nella notte tra sabato 24 e domenica 25 maggio, quando una grave crisi respiratoria ha reso necessario il trasferimento d’urgenza al Perrino di Brindisi. Solo in quel momento i medici avrebbero diagnosticato un tumore ai polmoni in stadio avanzato.
Ricoverato nel reparto di oncologia e successivamente intubato, Ivan Ricciardi è morto nella mattinata del giorno seguente. Lascia la moglie Debora e due figli. Ora la Procura di Brindisi si prepara ad aprire un’inchiesta. Nelle prossime ore potrebbero essere disposti l’autopsia sul corpo del 46enne e il sequestro delle cartelle cliniche per verificare eventuali responsabilità mediche e chiarire se una diagnosi più tempestiva avrebbe potuto salvargli la vita.