Carburanti, sconto accise al bivio: rischio prezzi alle stelle

Il 22 maggio scade il taglio: senza una proroga benzina e gasolio subiranno un immediato rincaro. Il governo cerca coperture alternative, mentre gli autotrasportatori minacciano cinque giorni di sciopero.

Roma – Si preannuncia una settimana decisiva per le tasche degli automobilisti e per il futuro del comparto logistico nazionale. Il prossimo 22 maggio scadrà ufficialmente il provvedimento governativo che ha garantito finora il taglio delle accise sui carburanti. Senza un intervento tempestivo o una proroga dell’ultimo minuto da parte dell’esecutivo, i prezzi alla pompa di benzina e gasolio subirebbero un immediato e robusto incremento a partire dal giorno successivo, riportando le tariffe su livelli critici.

L’attuale taglio delle accise consente un risparmio concreto per i consumatori, sebbene differenziato a seconda del tipo di alimentazione del veicolo. L’impianto in vigore prevede una riduzione di 6,1 centesimi di euro al litro sulla benzina e di 24,4 centesimi di euro al litro sul diesel.

In assenza di un rinnovo della misura, dal 23 maggio la benzina rischia di schizzare rapidamente verso la soglia psicologica dei 2 euro al litro, mentre il prezzo del gasolio potrebbe sfondare la quota dei 2,20 euro al litro, con pesanti ricadute sull’inflazione e sui bilanci familiari.

I tecnici del Ministero dell’Economia sono al lavoro per valutare una proroga, che tuttavia potrebbe presentarsi con agevolazioni meno generose rispetto a quelle attuali a causa della scarsità di risorse finanziarie. Per finanziare il decreto non sarà possibile ricorrere nell’immediato al meccanismo flessibile che reimpiega l’extragettito IVA derivante dall’aumento dei prezzi dei prodotti petroliferi. I dati sulle entrate fiscali di maggio saranno infatti consolidati e disponibili solo nella seconda metà di giugno.

L’ultimo mini-rinnovo era stato approvato in due fasi distinte proprio per attendere i dati sul gettito di aprile (giunti il 9 maggio). Per trovare coperture alternative l’esecutivo dovrà attingere ad altri capitoli di spesa, come già avvenuto in passato con l’utilizzo di circa 150 milioni di euro derivanti dai fondi delle sanzioni irrogate dall’Antitrust.

La giornata di venerdì 22 maggio rappresenterà un vero e proprio imbuto politico ed economico. Oltre alla scadenza del decreto e alla convocazione del Consiglio dei ministri, è in agenda un delicato tavolo di confronto a Palazzo Chigi tra il governo e le sigle sindacali degli autotrasportatori.

La categoria ha già proclamato cinque giorni di sciopero nazionale dal 25 al 29 maggio. Il paradosso sollevato dalle imprese di trasporto risiede proprio nelle modalità dei passati interventi governativi: i tagli generalizzati alle accise, configurandosi secondo le normative europee come “aiuti di Stato”, hanno paradossalmente precluso a numerose aziende la possibilità di accedere a meccanismi compensativi strutturali e specifici per il settore logistico.