Maschere in silicone e pistola: fallisce la rapina da film

Il colpo sfumato grazie alla reazione della vittima e dei presenti: arrestato un giovane già noto alle forze dell’ordine.

Roma – Maschera in silicone sul volto, un revolver carico in mano ed un assalto consumato in pieno giorno ai danni di un professionista appena uscito dal proprio ufficio: è lo scenario ricostruito dalla polizia di Stato dopo il tentativo di rapina avvenuto nella tarda mattinata di ieri nel quartiere di Tor Bella Monaca, conclusosi con l’arresto di un ventiquattrenne romano, già noto alle forze dell’ordine.

Secondo quanto ricostruito nella prima fase investigativa, la vittima si trovava all’esterno del luogo di lavoro quando due uomini, comparsi improvvisamente in strada con il volto travisato da grottesche maschere in silicone, l’hanno aggredita tentando di sottrargli il prezioso segnatempo che portava al polso. Uno dei due impugnava un revolver, ma la reazione immediata della vittima e dei colleghi presenti ha sventato il loro piano.

Mentre uno dei presenti contattava l’ 1 1 2 (N.U.E.), gli altri hanno prestato supporto all’uomo aggredito, costringendo i due malviventi alla fuga in direzioni opposte. Nel frattempo, la Sala Operativa della Questura aveva già attivato il dispositivo di controllo del territorio.

I primi ad intercettare la segnalazione radio sono stati gli investigatori del VI Distretto Casilino, immediatamente affiancati da una pattuglia del pronto intervento dello stesso distretto.

Guidati in tempo reale dalla sala operativa della Questura, i poliziotti hanno raggiunto via delle Naiadi, dove hanno bloccato uno dei fuggitivi che, durante la corsa, aveva perso una scarpa. La successiva ricostruzione della dinamica ha consentito di delineare nel dettaglio le fasi della rapina.

Braccato dalla vittima e da alcuni cittadini intervenuti in suo aiuto, l’indagato avrebbe perso durante la fuga anche la pistola e la maschera utilizzata per travisarsi. Determinante, in quei momenti concitati, è stato anche il contributo di un poliziotto in pensione presente sul posto che, forte dell’esperienza maturata in servizio, ha recuperato l’arma adottando tutte le necessarie cautele operative.

Il revolver, un calibro 38 special con sei cartucce inserite nel tamburo, è risultato provento di furto risalente a circa nove anni fa. La maschera e la scarpa, rimaste sull’asfalto, sono state invece sequestrate dagli specialisti della polizia scientifica.

A fronte della reazione opposta dalla vittima durante l’aggressione, quest’ultima ha riportato una prognosi di trenta giorni a causa di una lussazione alla mano.

Gli approfondimenti investigativi sono poi proseguiti nell’abitazione del fermato, dove è stato rinvenuto il cellulare dell’indagato acceso sul comodino, verosimilmente lasciato dallo stesso indagato nel tentativo di precostituirsi un alibi.

Il ventiquattrenne è stato quindi condotto presso il Tribunale di piazzale Clodio, dove l’autorità giudiziaria ha convalidato l’arresto disponendo nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere. Al termine dell’udienza, il giovane è stato trasferito presso la casa circondariale di Regina Coeli.