Giovani disorientati: il lavoro resta un’incognita

Un’indagine rivela difficoltà diffuse tra studenti: mancano esperienze concrete e strumenti efficaci per orientarsi nel futuro.

Torino – Il 60% dei giovani non si sente sufficientemente informato per scegliere il proprio futuro, il 75% fatica a comprendere concretamente il mondo del lavoro. È quanto emerge dall’Indagine sull’educazione alla scelta 2023-2026, realizzata nell’ambito del progetto “Le scelte possibili”, promosso da Città metropolitana di Torino in collaborazione con La Fabbrica Società Benefit del Gruppo Spaggiari Parma.

Il lavoro quadriennale ha coinvolto circa 250 scuole, centinaia di docenti e studenti, con l’obiettivo di comprendere come accompagnare ragazze e ragazzi nei momenti di scelta e prevenire fenomeni di dispersione scolastica e disallineamento tra formazione e lavoro.

Dall’indagine emerge con forza il bisogno di esperienze concrete e di un accompagnamento più continuativo. Oltre l’82% degli studenti indica, infatti, come prioritario l’accesso a laboratori, attività pratiche e momenti di confronto diretto con professionisti e mondo del lavoro. Allo stesso tempo, il 60% non ritiene adeguate le informazioni ricevute per orientarsi tra studio e professione.

Accanto agli aspetti informativi emerge anche una dimensione emotiva spesso trascurata. Studenti e studentesse raccontano incertezza e disorientamento rispetto al futuro, soprattutto nei momenti di transizione, evidenziando la necessità di un accompagnamento più continuativo e strutturato.

Nelle scuole secondarie di secondo grado si osserva, inoltre, un divario tra informazione e realtà professionale. Il 75% degli studenti dichiara difficoltà nel comprendere concretamente le professioni, mentre il 57% ritiene che le esperienze di Formazione Scuola-Lavoro non siano state sufficienti a colmare questo divario. Anche i docenti mettono in luce alcune criticità, in particolare nel rapporto con le famiglie e nel dialogo con il mondo del lavoro. Il 33% evidenzia la necessità di una formazione più strutturata, mentre il 65% sottolinea l’urgenza di percorsi più inclusivi, capaci di supportare studenti con bisogni educativi speciali e disabilità.

Nel complesso, l’analisi restituisce un quadro che, pur partendo da un’esperienza territoriale, intercetta una criticità diffusa a livello nazionale: l’accompagnamento alla scelta non può più limitarsi alla trasmissione di informazioni, ma deve evolvere in un processo continuo, esperienziale e relazionale.

Parallelamente alla raccolta dei dati e delle interviste, il progetto “Le scelte possibili” ha sperimentato e sviluppato proposte di attivazione per studenti e comunità educante basate sulle metodologie della facilitazione delle conversazioni, del coaching e del life design, attraverso strumenti partecipativi come unconference e laboratori. Questo lavoro di ascolto e attivazione trova oggi una prima applicazione concreta, come sottolinea la consigliera delegata all’Istruzione Caterina Greco annunciando che Città metropolitana di Torino aprirà due nuovi spazi dedicati a questo tema.

A maggio, presso la sede dell’Ente, verrà inaugurato un nuovo sportello dedicato all’educazione alla scelta: un punto di riferimento per studenti e famiglie, pensato per offrire supporto e strumenti utili ad affrontare uno dei momenti più delicati del percorso formativo. Accanto allo sportello è già in fase di progettazione il Centro Incontro Apprendimento Opportunità (C.I.A.O.), che avrà sede all’interno di un istituto scolastico del territorio e che sarà aperto a studenti, famiglie e docenti. Uno spazio permanente di confronto e accompagnamento, in cui ragazze e ragazzi potranno esplorare le proprie attitudini e costruire in modo più consapevole il proprio percorso.

Le due iniziative rappresentano l’evoluzione del progetto “Le scelte possibili” e saranno sviluppate e gestite da La Fabbrica Società Benefit, che continuerà ad affiancare Città metropolitana di Torino nello sviluppo delle metodologie e nella costruzione di un modello innovativo di educazione alla scelta.

L’esperienza avviata a Torino si propone oggi come un modello replicabile, in grado di offrire indicazioni concrete per rafforzare il ruolo dell’educazione alla scelta e contribuire a ridurre dispersione e disallineamento tra formazione e lavoro.

“La collaborazione con Città metropolitana di Torino ci ha permesso di sperimentare e perfezionare un approccio all’educazione alla scelta che tiene conto della complessità del presente e del futuro e che sposta la domanda orientativa dal cosa fare al chi sono – spiega Angela Mencarelli, amministratrice delegata di La Fabbrica, sottolineando come accompagnare alla scelta oggi significhi aiutare le e i giovani a leggere il cambiamento, riconoscere i propri talenti e trasformare le incertezze in possibilitàil nostro impegno sul tema riconosce l’urgenza di supportare i giovani nel diventare adulti che sanno decidere e agire in un mondo che cambia e nel quale devono poter immaginare un futuro”.