Via libera definitivo della Regione Marche, che ha accolto l’appello della famiglia che da tempo chiedeva un’ispezione totale dei fondali.
Pesaro Urbino – A distanza di due anni dalla misteriosa scomparsa di Riccardo Branchini, le ricerche del 19enne di Acqualagna segnano un punto di svolta decisivo. La Regione Marche ha rilasciato ufficialmente l’autorizzazione per lo svuotamento dell’invaso del Furlo, accogliendo l’appello disperato della famiglia che da tempo chiedeva un’ispezione totale dei fondali.
L’operazione, già avallata dalla Provincia di Pesaro e Urbino, attendeva l’ultimo atto formale regionale per poter procedere. Il gestore dell’impianto, Enel Green Power, ha già predisposto il piano tecnico per l’intervento, che richiederà circa una settimana per essere completato.
La produzione di energia elettrica verrà progressivamente sospesa per consentire la messa in sicurezza dei fondali e permettere alle squadre di soccorso e agli inquirenti di muoversi su un terreno finora inaccessibile. Saranno svuotati circa 450.000 metri cubi d’acqua, portando il livello dell’invaso al di sotto della quota minima di regolazione.

Riccardo Branchini è scomparso nella notte tra il 12 e il 13 ottobre 2024. La sua auto fu rinvenuta parcheggiata proprio nei pressi della diga del Furlo. Al suo interno c’erano i vestiti, il portafoglio e il cellulare, segno di un allontanamento che non sembrava pianificato per una lunga assenza. In questi due anni i sommozzatori e i droni subacquei hanno scandagliato più volte l’area, ma la visibilità ridotta e i detriti sul fondo hanno sempre impedito una mappatura certa del bacino.
Per i genitori di Riccardo, lo svuotamento rappresenta l’ultima possibilità per mettere “la parola fine” a un’agonia che dura da troppo tempo. Sebbene l’ispezione dei fondali sia volta alla ricerca del corpo, la famiglia continua a sperare che il giovane non si trovi in quel bacino e che lo svuotamento possa, paradossalmente, escludere definitivamente l’ipotesi del tragico gesto nella diga, aprendo a nuove piste.