Crans-Montana: scontro Italia-Svizzera per il rimborso delle spese mediche

La mutua di Berna richiede 100mila franchi per la cura di tre feriti italiani. L’ambasciatore Cornado: “L’Italia non pagherà, deve valere il principio di reciprocità”.

Crans-Montana – Si apre un complesso fronte diplomatico tra Roma e Berna a seguito della tragedia del bar “Le Constellation”, dove la notte di Capodanno del 2026 un devastante incendio causò la morte di 41 persone, tra cui sei italiani. Al centro della contesa c’è il rimborso delle spese sanitarie sostenute dall’ospedale di Sion per il ricovero di tre giovani italiani rimasti feriti nel rogo.

La mutua svizzera ha infatti quantificato in 100mila franchi (circa 108mila euro) il costo delle cure, chiedendone il pagamento all’Italia. La questione è stata discussa nel pomeriggio del 24 aprile 2026 durante un incontro tra l’ambasciatore italiano a Berna, Gian Lorenzo Cornado, e il presidente del Cantone del Vallese, Mathias Reynard.

Il presidente Reynard ha rappresentato una posizione di chiusura tecnica, spiegando che dal punto di vista normativo il Cantone non ha margini di manovra per farsi carico dei costi sostenuti dal sistema sanitario elvetico per pazienti stranieri privi di coperture assicurative specifiche per il territorio svizzero. Le fatture, arrivate nelle scorse settimane anche ai familiari delle vittime, sono state inizialmente definite “un errore” dalla difesa dei feriti, ma la richiesta di rimborso è ora diventata ufficiale tra i due Stati.

La risposta dell’Italia, per bocca dell’ambasciatore Cornado, è stata netta e si fonda sulla solidarietà dimostrata durante l’emergenza. Il nostro Paese si è fatto carico per settimane dell’assistenza medica a due cittadini svizzeri trasferiti in gravi condizioni all’ospedale Niguarda di Milano. La Protezione Civile della Valle d’Aosta è intervenuta nelle prime fasi della tragedia inviando un proprio elicottero per facilitare i soccorsi a Crans-Montana.

“L’Italia non pagherà le spese sanitarie”, ha dichiarato Cornado. “C’è un principio di reciprocità che va rispettato. Non è accettabile chiedere rimborsi dopo che il sistema sanitario e di soccorso italiano ha operato gratuitamente per i cittadini svizzeri coinvolti nella stessa tragedia”, ha concluso.