La geolocalizzazione dello smartphone ha dimostrato che il giovane si trovava a cinque chilometri dal luogo del presunto abuso. La denuncia era partita da una 13enne.
Treviso – Una prova digitale inoppugnabile ha salvato un giovane di 22 anni da una condanna per violenza sessuale. I fatti contestati risalgono alla notte del 4 luglio 2023, durante una festa privata in un’abitazione di Trevignano. Secondo l’accusa, il ragazzo – all’epoca 18enne – avrebbe abusato di una 13enne approfittando del suo stato di alterazione dovuto all’alcol.
La Procura di Treviso, basandosi sulla denuncia presentata dai genitori della minore, aveva richiesto per l’imputato una condanna a quattro anni di reclusione. A ribaltare l’impianto accusatorio è stata la strategia difensiva degli avvocati Lisa Caldato e Davide Favotto. Il team legale ha presentato una perizia tecnica effettuata sullo smartphone del giovane, concentrandosi su una fotografia scattata proprio negli istanti in cui, secondo la ricostruzione della vittima, si sarebbe consumata la violenza in camera da letto.
L’analisi dei metadati dell’immagine ha certificato che il ragazzo non si trovava nell’abitazione della festa, bensì a oltre cinque chilometri di distanza. Lo scatto lo ritraeva in compagnia di altri amici in un luogo completamente diverso, confermando l’impossibilità materiale della sua presenza sulla scena del presunto crimine.
Di fronte a una prova definita inequivocabile, il Giudice per le udienze preliminari di Treviso ha assolto il 22enne con formula piena. La perizia ha dimostrato che la cronologia degli eventi fornita nella denuncia non coincideva con la posizione geografica del giovane, scagionandolo definitivamente da ogni sospetto.