Maxi sequestro da 36 milioni per frode sui crediti fiscali

L’indagine Ghost Credits della Procura Europea smaschera un raggiro internazionale nel settore informatico da oltre 2 miliardi.

Ravenna – I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, hanno dato esecuzione a un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal Gip del Tribunale di Torino nei confronti di una società di capitali, operante nella provincia di Torino, fino al raggiungimento di circa 36 milioni di euro di imposte evase.

Il provvedimento rientra nell’operazione Ghost Credits, indagine svolta sotto la direzione della Procura Europea – sede di Bologna a contrasto di un’articolata frode carosello, di carattere transnazionale, nel settore della produzione e della distribuzione di software e prodotti informatici.

Le Fiamme Gialle di Ravenna, attraverso l’esecuzione di perquisizioni, intercettazioni ambientali e telefoniche, attività di cooperazione giudiziaria in Svizzera, Antille olandesi (Curacao), Belgio, Lettonia, Olanda e Ungheria, hanno potuto accertare l’esistenza di un “giro” di fatture per operazioni inesistenti – tra il 2017 ed il 2022 – complessivamente stimato in oltre 2 miliardi di euro, con il coinvolgimento di oltre 100 soggetti giuridici ed altrettante persone fisiche in ambito nazionale ed estero.

Ciò ha originato diversi filoni d’inchiesta, con il conseguente interessamento di più autorità giudiziarie territorialmente competenti sui soggetti ritenuti responsabili, che hanno accolto le richieste formulate dalla medesima Procura Europea.

La misura cautelare da ultimo disposta, pertanto, consolidando il quadro investigativo emerso, si aggiunge agli ulteriori analoghi provvedimenti emessi pochi mesi fa dai Gip di Ravenna e Roma, portando complessivamente a 76 milioni di euro di cui è stato ordinato il sequestro preventivo.

Le operazioni fino ad ora, hanno consentito di sottoporre al vincolo giudiziario oltre 28 milioni di euro tra disponibilità finanziarie (saldi di conto corrente ovvero polizze per circa 21 milioni di euro), immobili per 6,5 milioni di euro, due auto d’epoca e quote societarie per circa 460 mila euro.

Proprio per queste ultime quote societarie, le autorità giudiziarie competenti, su richiesta della Procura Europea, hanno nominato due amministratori giudiziari al fine di consentire, comunque, la prosecuzione delle attività imprenditoriale.