Dramma in campo, morto mister Giuseppe Canuti

Malore fatale all’intervallo della partita di calcio Allievi: inutili i soccorsi. Lascia due figli e una compagna.

Macerata – Il primo tempo della partita di calcio Allievi tra San Claudio e Trodica, due squadre del Maceratese, si è appena chiuso con il fischio dell’intervallo. Niente che facesse pensare a quello che sarebbe successo di lì a poco. Un momento per tirare il fiato, due parole con i ragazzi, la solita pausa di routine.

Poi, all’improvviso, la scena che nessuno vorrebbe mai vedere. L’allenatore dei padroni di casa si accascia vicino alla panchina, proprio davanti ai suoi giocatori. In un attimo cala il gelo. Silenzio e panico, tutto insieme.

Scatta l’allarme. Alcuni presenti provano subito il massaggio cardiaco, viene usato anche il defibrillatore. Si fa tutto il possibile, senza girarci troppo intorno. Nel frattempo arriva il 118, con automedica e ambulanza. Ma la situazione è da subito molto grave.

I tentativi di rianimazione vanno avanti per più di quaranta minuti. Un tempo che sembra non finire mai. Alla fine, purtroppo, non c’è nulla da fare.

L’allenatore, Giuseppe Canuti, 59 anni di Morrovalle, non ce la fa. Una notizia che lascia tutti senza parole, come si dice in questi casi “un colpo secco”, difficile anche solo da raccontare.

Intorno al campo, la macchina dei soccorsi e quella organizzativa cercano di tenere insieme i pezzi. Arbitro, dirigenti e staff fanno uscire subito i ragazzi, che sono visibilmente sotto choc. Qualcuno ha gli occhi persi nel vuoto, altri non capiscono bene cosa stia succedendo. E in fretta vengono allontanati anche i bambini presenti per gli allenamenti, per evitare che assistano alla scena.

Sul posto arrivano anche i carabinieri per gli accertamenti di rito. La salma viene poi trasferita all’obitorio dell’ospedale di Macerata, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

La notizia, nel frattempo, corre veloce. Canuti era una figura conosciuta in zona, uno di quelli “sempre sul campo”. Ex difensore, aveva lavorato anche nel settore calzaturiero, ma da anni la sua vita girava attorno al calcio giovanile. Allenava ragazzi, li seguiva da vicino.

Lascia due figli, entrambi calciatori, e una compagna. In serata iniziano ad arrivare i messaggi di cordoglio: società sportive, dirigenti, istituzioni locali. Tutti lo ricordano come una presenza solida, uno di quelli che non passano inosservati.

Adesso resta anche la parte più delicata: capire se serviranno ulteriori accertamenti per chiarire le cause del decesso. Ma in paese, più che le carte, pesa il vuoto lasciato in mezzo a un campo da gioco.