Alcuni gruppi sarebbero ancora in attività e utilizzerebbero per i loro rituali diversi luoghi sacri sparsi sulle rive del Ticino. Il racconto di una giovane fuggita dalla setta.
Pavia – Il fiume Ticino è disseminato di Nemeta (da Nemeton, singolare) ovvero luoghi sacri come boschetti e radure utilizzati dai Druidi celtici per celebrare rituali e sacrifici. La cronaca degli ultimi anni ha confermato che l’alone magico del fiume “blu” affascina ancora gli appassionati di liturgie esoteriche e sataniche. I Longobardi del resto, e prima che arrivassero i Franchi, erano dediti alle pratiche stregoniche come il culto della Vipera d’oro, cavallo di battaglia di Re Romualdo. Una funzione religiosa che fece strada nel senso che raggiunse Benevento, citta delle Streghe, prima di essere stroncata da San Barbato che porterà alla conversione al Cristianesimo le popolazioni longobarde.
I Celti e la loro cultura esoterica non hanno mai abbandonato gli anfratti del Ticino. Il moderno satanismo ha preso piede sin dagli anni ’50 in provincia di Pavia in generale, in Lomellina in particolare. E ben presto da argomento di studio e ricerca storica si è trasformato in devianza. Una devianza anche estremamente pericolosa a cui, negli anni, sono stati attribuiti omicidi efferati e decine di persone scomparse.

Nella zona di Vigevano, negli anni ’90, le sette sataniche della zona sono state più volte oggetto di approfondite indagini da parte dalle locali autorità di polizia. Lo stesso vice questore Giorgio Pedone, scomparso in circostanze misteriose il 14 agosto del 1991 a 53 anni, stava indagando su alcune di queste “associazioni per delinquere” dedite al culto dell’Anticristo che sarebbero rimaste attive ancora oggi, seppur fortemente ridimensionate.
La stessa morte del compianto funzionario di polizia, profondo conoscitore della ‘ndrangheta emergente in quegli anni e che aveva combattuto efficacemente, era stata attribuita ad un gruppo di satanisti ma poi il decesso di Pedone si trasformò, stranamente, in suicidio.
Un suicidio impossibile atteso che il cadavere, ritrovato all’interno della Cascina Dojola, in località Crocifisso, tra Vigevano e Gambolò, era stato ritrovato accanto alla sua 44 Magnum con la quale si sarebbe tolto la vita. Peccato che il foro del proiettile rinvenuto sul corpo senza vita del bravo poliziotto pare fosse di gran lunga inferiore rispetto al grosso calibro del suo revolver. Vero o falso?

Dunque ancora oggi la scomparsa di Giorgio Pedone (suicida perchè sconvolto dalle decisione della figlia di fare la spogliarellista, movente assolutamente falso e decisamente contestato dalla famiglia) rimane un cold-case con diversi aspetti davvero inquietanti.
La profanazione dei cimiteri e atti vandalici in luoghi considerati sacri (o sconsacrati) si ripetono ancora oggi dunque il fenomeno non si è mai sopìto. Anzi. Basti pensare al santuario della Bozzola di Garlasco dove per secoli si sono ripetute pratiche magiche e demoniache sino alle più attuali messe di guarigione che di “cristiano” avevano ben poco.

”…Ho frequentato per qualche anno un gruppo di satanisti della zona – racconta A.B. di 27 anni, nubile, barman in un pub – in un bar ho incontrato un tipo che mi ha chiesto se mi fosse piaciuto fare la Witch ovvero la strega a fronte di alcuni miei desideri che si sarebbero avverati…Invece non era che una scusa per farmi prima assistere e poi praticare le messe nere dove si invocava Satana anche a mezzo di sacrifici di animali e di pratiche sessuali estreme…So anche di qualcosa che andava oltre, e che forse coinvolgeva minori, ma non ho mai assistito a sacrifici umani…Quando però ho deciso di andarmene mi hanno minacciata di morte se solo avessi riferito ad altre persone ciò che avevo visto…”.
La ragazza non parla volentieri delle sue terribili esperienze a cui non tutte le giovani adescate resistono senza gravi conseguenze. E se poi diventa difficile uscire da quel giro maledetto si può ben comprendere a che cosa servano gli stupefacenti e le violenze fisiche, utilizzati per convincere le vittime a rimanere in comunità:

”… Andavamo spesso in qualche chiesa fuori mano e nei piccoli cimiteri a rubare ostie e resti umani – conclude A.B. – poi il sabato ascoltavamo musica rock metal seguita da coca e qualche dose di anfetamina prima di incontrarci in certi posti che vi ho indicato. Però cambiavamo spesso preoccupandoci di pulire le nostre tracce perché c’era sempre il rischio che qualcuno potesse risalire al gruppo di turno…Tra Abbiategrasso e Vigevano ci sono numerosi giovani e meno giovani che pregano il Diavolo. I più grandi sono persone con i soldi che possono reclutare ragazzi e ragazze, anche giovanissimi, senza un euro in tasca e piegarli alle loro volontà. Sono viva perché sono fuggita…”.