Sorrento sconvolta dall’inchiesta su appalti e corruzione

Ventuno indagati, gare sospette e un presunto meccanismo consolidato che fa emergere un quadro inquietante.

Sorrento – Nel comune campano è scoppiato un vero e proprio terremoto giudiziario. Non si parla di una singola vicenda, ma di un intreccio fitto di appalti, incarichi e presunte “corsie preferenziali” che, secondo la Procura, avrebbe funzionato per anni. Il quadro è quello di un sistema che avrebbe girato quasi come un meccanismo oliato… ma nel verso sbagliato.

Sono 21 le persone finite nel registro degli indagati: dentro ci sono dirigenti comunali, tecnici, imprenditori e professionisti. Un gruppo eterogeneo, insomma. Per 15 di loro è arrivata la convocazione per l’interrogatorio preventivo, cioè il primo vero banco di prova prima di eventuali misure più pesanti. Le accuse non sono leggere: si parla di corruzione e gare pubbliche “aggiustate”.

La vicenda si inserisce in un filone investigativo già avviato da tempo. Non è un fulmine a ciel sereno. Già nei mesi scorsi erano arrivate misure cautelari e persino l’arresto dell’allora sindaco. Ora però il cerchio sembra allargarsi. Gli investigatori parlano di un sistema stabile, dove i lavori pubblici finivano spesso sempre agli stessi interlocutori. Insomma, “pochi ma buoni”… o almeno sempre gli stessi.

Dentro l’inchiesta finiscono un po’ tutti i settori: turismo, eventi, servizi comunali, perfino un concorso pubblico. Dalla promozione del territorio alla gestione del teatro cittadino, passando per lo stadio e progetti digitali. Un mosaico molto ampio, dove secondo l’accusa le decisioni non sarebbero state proprio limpide.

Sul fronte delle misure richieste, la Procura ha alzato il tiro: quattro richieste di carcere e diciassette ai domiciliari. Nel frattempo sono scattate perquisizioni a tappeto. In una di queste, gli inquirenti hanno trovato anche 115 mila euro in contanti. Soldi che ora finiscono sotto la lente, perché potrebbero avere un peso non secondario nella storia.

Intanto la macchina giudiziaria va avanti. Gli interrogatori sono fissati per metà aprile 2026. Solo dopo si capirà quale direzione prenderà il procedimento. Per ora resta un clima pesante, quasi da “bolla sospesa”, dove la politica locale si muove con cautela e nessuno sembra voler sbilanciarsi troppo.

Tra gli episodi finiti sotto esame c’è un po’ di tutto: la promozione del brand cittadino, i servizi demografici, le cosiddette “panchine smart”, i lavori allo stadio, la gestione del teatro Tasso e diversi eventi pubblici. Ogni pezzo, secondo gli investigatori, sarebbe parte di una rete più ampia, dove le assegnazioni non seguivano sempre regole trasparenti.

Non mancano poi i progetti culturali e turistici, dalle campagne promozionali alle iniziative stagionali, fino a un concorso pubblico che avrebbe attirato attenzioni particolari. Anche qui, l’ipotesi è che le cose non siano andate proprio dritte come un fuso.

Il punto, secondo la Procura, è che non si tratterebbe di episodi isolati messi uno accanto all’altro per caso. Piuttosto di un sistema. Un meccanismo che avrebbe orientato scelte e appalti in modo tutt’altro che casuale, lasciando sullo sfondo concorrenza e trasparenza.