Le organizzazioni civiche invocano maggiori controlli sul territorio, videosorveglianza rafforzata e più educazione civica per i giovani.
Palermo – Negli ultimi anni assistiamo, con crescente preoccupazione, ad un progressivo indebolimento del rispetto delle regole, della legalità e del senso civico nella città di Palermo e in numerosi territori della Sicilia.
Troppo spesso si invocano diritti, tutele e garanzie, dimenticando che ogni diritto può esistere soltanto se accompagnato dal rispetto dei doveri verso gli altri cittadini, verso le istituzioni e verso la “res publica”, patrimonio comune che appartiene all’intera collettività.
In questo contesto assume un ruolo fondamentale il lavoro quotidiano delle organizzazioni sindacali, delle associazioni dei consumatori e delle realtà civiche territoriali, che rappresentano un presidio democratico indispensabile per la tutela dei cittadini, dei lavoratori, delle famiglie e dei beni comuni.
SINALP Sicilia, quale organizzazione sindacale impegnata nella difesa dei diritti sociali e del lavoro dignitoso, richiama con forza il principio secondo cui non può esistere vera legalità senza giustizia sociale, occupazione regolare, rispetto della dignità del lavoro e contrasto alle disuguaglianze.
Rete Sociale Attiva Consumatori ribadisce il ruolo centrale delle associazioni dei consumatori nella difesa dei diritti collettivi, nella promozione della partecipazione civica, nella tutela della sicurezza urbana e nella costruzione di una cittadinanza responsabile e consapevole.
Libera il Cambiamento, da sempre impegnata nella salvaguardia del territorio, del decoro urbano e della fruibilità degli spazi pubblici, evidenzia come il degrado, l’abusivismo e l’occupazione arbitraria di aree comuni rappresentino una ferita profonda per la convivenza civile e per l’identità stessa della città.
Le nostre organizzazioni denunciano pubblicamente una situazione ormai non più tollerabile: occupazioni abusive di spazi pubblici, marciapiedi e parcheggi; utilizzo arbitrario di strade e piazze come proprietà private; degrado urbano diffuso; movida fuori controllo; aggressioni verbali; vandalismo; consumo incontrollato di alcolici in strada; corse clandestine di scooter; spiagge e litorali progressivamente sottratti alla libera fruizione collettiva.
Interi quartieri della città, dal centro storico alla Kalsa, dalla Vucciria a Ballarò, da Borgo Vecchio fino alle periferie di Brancaccio, Zisa e Noce, vivono quotidianamente una condizione di abbandono e illegalità diffusa che mortifica i cittadini onesti, i residenti, i lavoratori e le famiglie.
Non è più accettabile assistere ad una cultura dell’impunità nella quale chi rispetta le regole viene penalizzato mentre chi le viola sistematicamente continua ad agire indisturbato.
Per queste ragioni, SINALP Sicilia, Rete Sociale Attiva Consumatori e Libera il Cambiamento chiedono:
un piano straordinario di controllo del territorio;
il potenziamento dei pattugliamenti nelle aree sensibili della città;
la rimozione immediata di ostacoli, mezzi e occupazioni abusive;
il ripristino della piena fruibilità degli spazi pubblici;
il rafforzamento dei sistemi di videosorveglianza;
l’applicazione rigorosa delle sanzioni previste dalla legge;
l’avvio di una campagna permanente di educazione civica rivolta ai giovani e alle famiglie.
Riteniamo inoltre fondamentale valorizzare e sostenere il progetto promosso da Rete Sociale Attiva Sicilia:
“La Città non è Cosa Nostra ma di Tutti” è un’iniziativa che punta a ricostruire il senso di appartenenza, responsabilità civica e rispetto degli spazi comuni attraverso il coinvolgimento attivo della cittadinanza, ed alla quale ha anche aderito l’ente di Mediazione Civile Concordia et Jus, che su questo progetto diventerà il punto di riferimento di tutti i cittadini che intendono essere parte attiva nella difesa della nostra società dall’anarchia imperante. Occorre ricostruire una cultura della responsabilità, del rispetto reciproco e della legalità quotidiana.
Sinalp Sicilia, Rete Sociale Attiva, Libera il Cambiamento, assieme a Concordia Et Jus chiedono un momento di riflessione sul ruolo delle istituzioni, della società civile, delle organizzazioni sindacali e delle associazioni impegnate nella difesa dei principi di giustizia, responsabilità civile e partecipazione democratica.
La legalità non può essere evocata soltanto nelle occasioni ufficiali o nelle commemorazioni, deve tradursi quotidianamente in azioni concrete, controlli efficaci, rispetto delle regole, tutela dei cittadini onesti e salvaguardia del bene comune.
La legalità perde infatti il suo significato più profondo se non è accompagnata da diritti sociali effettivi, come sancito dall’Articolo 3 della Costituzione. Senza un accesso equo a lavoro, casa, istruzione e sanità, il principio di legalità rischia di trasformarsi in uno strumento di esclusione delle fasce più deboli della popolazione.
La crescente precarietà lavorativa, il costo della vita sempre più elevato e le difficoltà economiche delle famiglie alimentano un senso diffuso di sfiducia verso le istituzioni e contribuiscono ad indebolire il patto sociale.
Parallelamente, la complessità burocratica, l’eccessiva stratificazione normativa e le lungaggini della giustizia rischiano di compromettere la certezza del diritto e la fiducia dei cittadini nello Stato.
Per questo motivo diventa essenziale rafforzare il ruolo delle reti associative, del sindacato, delle organizzazioni civiche e delle realtà territoriali che quotidianamente operano per promuovere legalità, partecipazione, solidarietà sociale e tutela dei diritti.
La legalità non è un concetto astratto né una semplice celebrazione simbolica, ma deve essere una scelta quotidiana fatta di rispetto, educazione civica, tutela degli spazi pubblici, contrasto all’indifferenza e partecipazione attiva alla vita della comunità.
Una società civile non si costruisce pretendendo solo diritti, ma adempiendo quotidianamente ai propri doveri verso la collettività.