L’incidente non sarebbe stato causato da una manovra errata o da un guasto tecnico, ma da un malore dell’autista.
Bologna – Poteva essere una strage la carambola che ha visto protagonista un autobus della linea 19 intorno alle 7:30 di questa mattina, martedì 17 marzo. Il mezzo pubblico è uscito improvvisamente di strada, ha invaso la corsia opposta e ha terminato la sua corsa contro un edificio, dopo aver abbattuto la recinzione di un parchetto condominiale di San Lazzaro di Savena. Solo il caso ha voluto che in quel momento il marciapiede e l’area verde fossero deserti.
Le immagini del bus adagiato contro il palazzo hanno fatto subito temere il peggio, ma il bilancio finale parla di cinque feriti lievi. Secondo le prime ricostruzioni e le testimonianze raccolte sul posto, l’incidente non sarebbe stato causato da una manovra errata o da un guasto tecnico, ma da un malore dell’autista.
L’uomo, infatti, si sarebbe accasciato sul volante all’improvviso. Il mezzo, senza più controllo, ha tagliato la carreggiata invadendo la corsia opposta prima di finire nei giardinetti. Oltre al conducente, sono rimasti coinvolti quattro passeggeri. Due persone sono state trasportate al Sant’Orsola e tre (compreso l’autista) all’ospedale Maggiore di Bologna.
La sindaca Marilena Pillati ha rassicurato la cittadinanza: “Fortunatamente i passeggeri e l’autista hanno riportato solo ferite lievi. Al momento dello schianto non c’era nessuno sul marciapiede”. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per la messa in sicurezza del mezzo, i sanitari del 118 e la polizia locale per i rilievi:
Come da prassi in questi casi, il conducente sarà sottoposto ai test tossicologici e alcolemici, anche se l’ipotesi del malore resta la più accreditata. La via Emilia è stata chiusa nel tratto compreso tra via Caselle e via Kennedy per consentire le operazioni di rimozione del bus e i rilievi tecnici, causando pesanti ripercussioni sul traffico mattutino verso Bologna.
L’episodio riaccende involontariamente i riflettori sulle condizioni di stress e salute degli operatori del trasporto pubblico, proprio nei giorni in cui le associazioni di categoria (come ASSTRA) denunciano le forti difficoltà del settore legate alla crisi energetica. Un sistema sotto pressione che oggi ha rischiato di pagare un tributo altissimo in termini di vite umane.