Rinnovabili 1- Carbone 0. Ma è proprio cosi?

Secondo Ember nel 2005 le fonti rinnovabili hanno prodotto più energia delle fossili, quasi la metà dell’energia elettrica europea. Un vero successo? Si, no, forse…

Più rinnovabili che carbone in Europa, ma sarà vero? E’ veramente complicato raccapezzarsi nel mare magnum di notizie che circolano nel cyberspace. Ci avevano informato che le fonti fossili sono ancora in auge, sebbene la transizione verso le rinnovabili sia in atto da tempo. Dati confermati, ad esempio, da Fortune Italia, l’edizione italiana del prestigioso magazine economico internazionale Fortune e dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), organizzazione intergovernativa con l’obiettivo di coordinare le politiche energetiche dei Paesi dell’OCSE, garantendo sicurezza energetica, sostenibilità ambientale e transizione verso fonti pulite. 

Non si è fatto in tempo a prenderne atto che ecco spuntare il report di Ember, organizzazione indipendente che analizza i dati sulla generazione elettrica globale, focalizzandosi sulla transizione verso energie pulite e rinnovabili. Secondo questi dati nel 2005 le fonti rinnovabili hanno prodotto più energia delle fossili, quasi la metà dell’energia elettrica europea, traguardo mai raggiunto in passato. L’entusiasmo è stato così grande che secondo Ember il carbone sta per “tirare le cuoia”.

Mentre altri organismi, come si è visto, hanno dichiarato che è ancora vivo e vegeto. Capirci qualcosa è un’impresa titanica. Tuttavia la cronaca è cronaca e come tale va raccontata. Ora il carbone sta calando mentre cresce la produzione elettrica rinnovabile, ma resiste il gas. L’Italia, però, non ha contribuito alla sua diminuzione nè alla crescita delle rinnovabili.

Sono stati 14 su 27 i Paesi virtuosi. In testa alla classifica la Svezia, che produce più rinnovabili che fossili già dal 2010. Il Lussemburgo dal 2017, Finlandia e Lituania dal 2022. Portogallo, Spagna, Austria, Francia e Belgio dal 2023. Ungheria e Germania dal 2024. L’Italia spicca per le sue contraddizioni. Pur registrando un aumento della produzione di energia solare, è cresciuta pure quella del gas dell’8%. Questo è causato dal fatto che il Belpaese paga a prezzi maggiorati l’importazione di gas per l’energia elettrica. Altra contraddizione italica è rappresentata dall’aumento di batterie di accumulo.

Si tratta di dispositivi per il fotovoltaico che immagazzinano l’energia elettrica in eccesso prodotta dai pannelli solari durante il giorno, rendendola disponibile per l’uso notturno o nei giorni nuvolosi. Questo sistema aumenta l’autoconsumo (fino al 70-80%), riducendo la dipendenza dalla rete elettrica e i costi in bolletta. 

Le energie rinnovabili stanno aumentando ma siamo ancora indietro in Italia

Il nostro Paese, pur essendo leader europeo per le batterie di accumulo, detenendo il record di capacità operativa totale, è più orientato a non chiudere le centrali a carbone e ad optare per il nucleare. Mentre si potrebbe avere un consumo serale di elettricità solo con le batterie, come succede in California.

Il 4 febbraio è stata recepita dall’Italia la Direttiva europea RED III (Renewable Energy Directive III), la normativa che aggiorna gli obiettivi per le fonti rinnovabili, fissando un target vincolante del 42,5% entro il 2030, con l’ambizione di raggiungere il 45%, e mira a semplificare le autorizzazioni per accelerare la diffusione di fotovoltaico, eolico, biometano, e a promuovere l’uso di idrogeno rinnovabile in settori chiave come industria e trasporti.

La direttiva introduce anche norme per l’edilizia, l’autoconsumo collettivo e stabilisce obiettivi settoriali specifici per raggiungere la neutralità climatica e ridurre la dipendenza energetica. Al 21 novembre 2025, l’Italia ha registrato 69 procedure di infrazione attive, di cui 15 per mancato recepimento di direttive UE nei termini. I settori più critici sono l’ambiente (22 casi), seguiti da affari economici e trasporti. Con queste premesse…