Almeno quattro le vittime accertate finora. Le indagini coprono due anni di corsi: “Sfruttava la fiducia delle famiglie”.
Bologna – Per anni ha usato il tatami non per insegnare la disciplina, ma per adescare le sue giovanissime allieve. Un istruttore di arti marziali di 56 anni è stato arrestato dagli agenti della squadra mobile con l’accusa di violenza sessuale aggravata. Secondo gli inquirenti, l’uomo avrebbe trasformato la palestra in un luogo di abusi sistematici ai danni di minori.
L’indagine ha scoperchiato un vaso di Pandora fatto di silenzi e manipolazioni, portando l’uomo, fino ad ora incensurato, nel carcere della Dozza. L’inchiesta è partita grazie alla determinazione dei genitori di una ragazzina. Notando segnali di profondo disagio nella figlia, non hanno voltato la testa e si sono rivolti alla polizia. Da quel momento, il lavoro degli investigatori ha permesso di identificare altre vittime.
Sono almeno quattro le ragazzine, tutte tra gli 11 e i 12 anni, che avrebbero subito le attenzioni dell’uomo. L’istruttore approfittava dei momenti di distrazione degli altri allievi o della fine delle lezioni. I racconti parlano di baci rubati e toccamenti nelle parti intime, avvenuti sia sopra che sotto i vestiti. Gli abusi contestati spaziano dal 2024 fino ai primi mesi del 2026.
Nonostante l’arresto, le indagini coordinate dalla Procura di Bologna non si fermano. Il sospetto è che il numero delle bambine coinvolte possa essere molto più elevato, dato che l’uomo teneva diversi corsi in due diverse strutture.
Gli inquirenti stanno procedendo con colloqui mirati con le piccole allieve, condotti con il supporto di psicologi specializzati; analisi di dispositivi digitali e verifiche sulle testimonianze raccolte tra i frequentatori della palestra. Le autorità invitano eventuali altre vittime o testimoni a farsi avanti per far luce su tutta la durata della carriera dell’istruttore.
L’uomo godeva della massima stima tra i colleghi e i genitori, un’immagine di “insospettabile” che gli avrebbe permesso di agire indisturbato per lungo tempo. Ora, mentre il 56enne attende l’interrogatorio di garanzia, la comunità sportiva bolognese è sotto choc.