Lo accoltella durante una lite, lui inventa una storia per proteggerla

Il ragazzo accusa una banda di teppisti per proteggere la compagna, ma i carabinieri scoprono il violento scontro avvenuto tra i due.

Torino – Venerdì sera, tardo pomeriggio. Un diciottenne insanguinato barcolla in strada nei pressi del centro, con un taglio profondo alla testa. Ai soccorritori del 118 e ai carabinieri della San Carlo racconta una storia da brividi: “Mi ha aggredito una baby gang di stranieri con una bottiglia rotta”. Sembra il solito, triste copione di cronaca spicciola. E invece no, tutta una messa in scena.

I militari fiutano subito che qualcosa non quadra, perché quella ferita è troppo netta e precisa per essere il frutto di un coccio di vetro lanciato a casaccio. Messi alle strette dagli inquirenti, i castelli in aria del ragazzo sono crollati come castelli di carte. Alla fine, ha dovuto vuotare il sacco: nessuna banda di teppisti, a ridurlo così è stata la sua fidanzata, appena maggiorenne, al culmine di un violento litigio tra le mura di casa. Ha mentito solo per non metterla nei guai.

Dietro la facciata di una normale convivenza tra ragazzi — entrambi di origine peruviana — si nascondeva una polveriera. Quella sera, poco prima di cena, la discussione è degenerata. Dalle parole si è passati ai fatti, in un vero e proprio scontro. Poi, la ragazza ha impugnato un coltello da cucina, colpendo il ragazzo di taglio.

La giovane, rintracciata poco dopo dai carabinieri di San Salvario, ha cercato di difendersi a parole, assicurando ai militari di aver preso quel coltello solo per legittima difesa, nel tentativo di proteggersi dalla furia del compagno.

Per ora lui è stato dimesso dal pronto soccorso con una prognosi di una settimana: se l’è cavata con poco. Per lei, invece, i problemi sono appena iniziati: è scattata la denuncia per lesioni aggravate. Spetterà ora agli investigatori fare luce su chi, in quella casa, abbia davvero dato il via alle danze.