Braccio paralizzato dopo vaccino anti-Covid: indennizzo per un 55enne

Il ministero della Salute è stato condannato dal tribunale del Lavoro a corrispondere un assegno bimestrale vitalizio.

Agrigento – Una sentenza destinata a fare giurisprudenza quella emessa dal tribunale del Lavoro. Il ministero della Salute è stato condannato a corrispondere un assegno bimestrale vitalizio a un uomo di 55 anni che ha riportato una parziale paralisi del braccio in seguito alla somministrazione del vaccino anti-Covid 19.

La vicenda ha inizio nel marzo 2021, quando l’uomo si sottopone alla seconda dose del vaccino Pfizer-BioNTech. Circa tre mesi dopo, il paziente inizia a manifestare gravi sintomi neurologici che portano alla diagnosi di una rara patologia.

Al 55enne è stata diagnosticata una sindrome di Parsonage-Turner (amiotrofia nevralgica), che ha causato una quasi totale paralisi dell’arto superiore sinistro. Nonostante l’Asp di Agrigento lo avesse già dispensato dalla terza dose per sospetta reazione avversa, il ministero della Salute aveva negato l’indennizzo, sostenendo l’assenza di un nesso di causalità tra il farmaco e la patologia.

Il giudice del Lavoro ha invece accolto il ricorso presentato dall’avvocato Angelo Farruggia, basandosi sulla Legge 210/92 che tutela i soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie o raccomandate.

L’avvocato Farruggia ha precisato che la sentenza non rappresenta un atto contro la campagna vaccinale in sé, ma un atto di giustizia per i singoli casi avversi: “I vaccini sono farmaci e, come tali, non sono esenti da rischi di eventi avversi, talora gravi. Non è condivisibile che il ministero neghi il nesso di causalità attraverso formule generiche o richiami a rapporti non aggiornati, a fronte di evidenze riconosciute dalla letteratura scientifica”.

L’uomo riceverà ora l’indennizzo previsto per tutta la vita, a copertura del danno biologico e funzionale subìto.