Il delitto imperfetto di Carlo Domenico La Duca

Due ergastoli, nessun corpo e due amanti: la storia di un agricoltore ucciso e mai più ritrovato.

Termini Imerese – Sono passati sette anni da quella mattina di gennaio in cui Carlo Domenico La Duca è uscito dalla sua casa di Termini Imerese diretto a Cinisi. Ha un appuntamento con Cettina, la nuova compagna che frequenta da qualche mese. Il matrimonio con Luana Cammalleri è finito, i due vivono ancora sotto lo stesso tetto ma su piani diversi, lei con i bambini al primo piano, lui al pianterreno con la madre. Un inferno quotidiano fatto di litigi, minacce, denunce incrociate.

Quella mattina del 31 gennaio 2019 Carlo sale in macchina alle 8. Prima di arrivare da Cettina, deve fermarsi a vedere Pietro Ferrara, quello che considera il suo migliore amico. Un incontro veloce, poi ripartirà verso Cinisi. Ma a Cinisi non arriva mai. La sua Golf GT viene ritrovata giorni dopo in via Salvatore Minutilla, nella periferia di Palermo. Chiusa a chiave, pulita fino all’ossessione, vuota. Di Carlo nessuna traccia.

La madre va in televisione, a Pomeriggio Cinque, a Chi l’ha visto? Descrive il figlio nei dettagli: occhi verdi, capelli castani, un metro e settantacinque di altezza, giubbotto blu, maglione celeste, jeans, scarpe marroni. “Era tranquillo, non aveva ragioni per sparire”, ripete piangendo. Lancia appelli disperati: “Carlo, vieni!”. Ma Carlo non torna e non tornerà mai.

Pietro Ferrara racconta agli investigatori che dopo averlo visto, Carlo doveva andare a un incontro di lavoro con qualcuno per cercare di salvare l’azienda agricola che stava attraversando delle difficoltà. Non sa chi sia questo qualcuno, dice. Non sa niente. La moglie Luana invece si presenta come una donna distrutta dal dolore, partecipa agli appelli televisivi, si mostra angosciata.

Gli inquirenti scavano nella vita di Carlo. Emergono i debiti dell’azienda, piccoli ma fastidiosi. Emerge il matrimonio fallito, le liti continue, la denuncia che la madre di Carlo ha presentato contro Luana per maltrattamenti. Emerge che il giorno prima della scomparsa c’era un’udienza perché Luana aveva minacciato di morte la suocera. Ma niente sembra spiegare dove sia finito Carlo.

Passa un anno, ne passano due, poi tre. Le indagini sembrano arenate. Fino a quando le intercettazioni iniziano a raccontare una storia diversa. Tra Luana e Pietro c’è una relazione clandestina che va avanti da tempo. Usano sim segrete, si vedono di nascosto, costruiscono un mondo parallelo che nessuno conosce. Le telecamere di sorveglianza rivelano un dettaglio fondamentale ai fini delle indagini: la mattina della scomparsa l’auto di Luana segue quella del marito fino al punto esatto dove la Golf viene poi trovata abbandonata.

Nel 2022 scattano gli arresti. Luana Cammalleri e Pietro Ferrara finiscono in manette con l’accusa di omicidio e soppressione di cadavere. La ricostruzione degli inquirenti è agghiacciante: i due hanno attirato Carlo in una trappola, probabilmente nel terreno di Ferrara, lo hanno ucciso, hanno fatto sparire il corpo. Infine, hanno spostato l’auto per depistare le indagini. Tutto pianificato, tutto eseguito.

Luana Cammalleri e Pietro Ferrara

Il processo va avanti per due anni. Le difese tentano di costruire versioni alternative: Carlo aveva nemici, Carlo era invischiato in affari loschi, Carlo potrebbe essere scappato volontariamente. Ma niente regge. I giudici della Corte d’Assise di Palermo nel 2024 condannano entrambi all’ergastolo. Nelle motivazioni scrivono che hanno costruito “una strategia difensiva fatta solo di menzogne” dopo aver ucciso per un mix di “disprezzo, gelosia e interessi economici”.

La sentenza ricostruisce il movente. Ferrara è ossessionato dalla gelosia nei confronti di Carlo, non sopporta l’idea che Luana sia ancora legata a lui anche solo per i figli e per l’azienda. Luana teme di perdere il controllo dell’impresa agricola e i soldi che una separazione le porterebbe via. Insieme decidono che Carlo è un ostacolo da eliminare. Una volta morto, loro potranno vivere la loro storia alla luce del sole, gestire l’azienda, crescere i bambini senza più dover fingere.

“La Duca non aveva nemici”, scrivono i giudici nero su bianco, smontando ogni ipotesi alternativa. I debiti che aveva non giustificano affatto una fuga volontaria. Non c’era nessun motivo perché Carlo abbandonasse i figli, la madre, la fidanzata che lo aspettava a Cinisi. L’unica spiegazione è che qualcuno lo abbia fatto sparire. E quel qualcuno ora ha un nome e un cognome.

Ma resta un buco nero in questa storia: il corpo. Dove hanno nascosto Carlo? Cosa ne hanno fatto? Le ricerche non hanno dato risultati. Luana e Pietro continuano a negare, a mentire, a costruire versioni che non stanno in piedi. La madre di Carlo aspetta ancora di poter dare una sepoltura a suo figlio. Quella sepoltura che gli assassini le hanno negato insieme a tutto il resto.

Concettina Maria Grispino, la madre dell’uomo scomparso

Carlo Domenico La Duca ha 38 anni quando sparisce. Oggi ne avrebbe 45. I suoi figli sono cresciuti senza padre, la madre invecchia senza sapere dove sia sepolto, Cettina ha dovuto accettare che l’uomo che aspettava quella mattina non sarebbe mai arrivato. E da qualche parte, in un luogo che solo due persone conoscono, ci sono i resti di un uomo tradito nel modo più terribile.