L’uomo, finora percettore dell’assegno di inclusione, ha ottenuto 1.400 euro al mese dopo il recupero dei contributi legati al lavoro in mare.
Genova – Da percettore dell’assegno di inclusione a pensionato con 1.400 euro al mese e oltre 106mila euro di arretrati. È la storia a lieto fine di un uomo di 75 anni, il quale ha scoperto di avere diritto alla pensione di vecchiaia che non aveva mai richiesto.
Nelle scorse settimane l’uomo si è rivolto agli uffici del Patronato Inca Cgil di via Milano, per verificare la possibilità di ottenere la pensione sociale, vista l’età e la situazione economica fragile.
Durante il controllo dell’estratto contributivo, le operatrici hanno individuato periodi di contribuzione marinara legati a un’attività svolta in passato come lavoratore imbarcato. Recuperato il libretto di navigazione, sono emersi contributi che si ritenevano ormai perduti.
Il ricalcolo ha permesso di ricostruire la posizione assicurativa completa e di accertare il diritto alla pensione di vecchiaia, pari a circa 1.400 euro mensili, oltre a un arretrato complessivo di circa 106mila euro.
Il diritto alla pensione matura dal momento in cui vengono soddisfatti i requisiti contributivi e anagrafici. Una volta riconosciuto formalmente, consente di recuperare le somme spettanti non percepite nel periodo precedente, nei limiti previsti dalla normativa.