Bullismo, il tribunale riapre l’inchiesta sul suicidio di un 15enne

Un vizio tecnico annulla l’archiviazione: la famiglia torna a chiedere giustizia per le aggressioni e gli insulti subiti dal ragazzo.

Senigallia – Svolta nel caso di Leonardo, il 15enne che nell’ottobre 2024 si tolse la vita con la pistola d’ordinanza del padre. Il Tribunale per i minorenni di Ancona ha disposto la riapertura del procedimento penale, accogliendo il ricorso della famiglia contro la precedente archiviazione.

La decisione del Gip, avvenuta lo scorso aprile, è stata infatti annullata per un vizio di forma: i genitori di Leonardo non erano stati correttamente informati della chiusura delle indagini, apprendendo la notizia solo casualmente tramite un accesso agli atti. Questo errore di notifica ha permesso all’avvocata della famiglia, Pia Perricci, di rimettere tutto in discussione.

La difesa della famiglia ha ora venti giorni per presentare nuove memorie e richiedere indagini suppletive. Secondo l’avvocata Perricci, esistono elementi non ancora approfonditi a sufficienza. Innanzitutto un messaggio vocale, circolato tra gli studenti del Panzini, in cui una ragazza insultava pesantemente Leonardo.

Emergerebbero poi discrepanze tra quanto dichiarato dai presunti bulli al Ministero dell’Istruzione e quanto riferito successivamente ai carabinieri. La famiglia di Leonardo ribadisce che il ragazzo era vittima di aggressioni e insulti tali da spingerlo a supplicare i genitori di non mandarlo più a scuola.

Mentre la Procura di Ancona torna a esaminare il fascicolo, la battaglia della famiglia di Leonardo si sposta sul piano nazionale. Proprio domani, i genitori e il loro legale saranno a Roma per depositare una proposta di legge popolare che mira a istituire formalmente il reato di bullismo nel codice penale. L’obiettivo è colmare quello che la famiglia considera un vuoto normativo, affinché tragedie come quella di Leonardo non vengano più archiviate per l’impossibilità di dimostrare il reato di atti persecutori.