La polizia ha rafforzato il cordone di sicurezza per impedire l’avvicinamento alla Camera, chiudendo l’accesso dell’ingresso principale.
Roma – La protesta dei tassisti alza il livello dello scontro. A Montecitorio la giornata è stata segnata da momenti di forte tensione, con petardi fatti esplodere e una densa nuvola di fumo che ha avvolto i margini della piazza davanti alla Camera dei deputati. Un odore acre si è diffuso nell’aria mentre i manifestanti continuavano il presidio, sotto l’occhio vigile delle forze dell’ordine.
La polizia ha rafforzato il cordone di sicurezza per impedire l’avvicinamento al Palazzo e, per precauzione, l’ingresso principale di Montecitorio è stato temporaneamente chiuso. Le autorità hanno sconsigliato il passaggio nell’area, rimasta a lungo blindata. In piazza, però, la protesta non si è fermata: cori, slogan, bandiere e fischietti hanno accompagnato tutta la manifestazione.
La mobilitazione romana si inserisce nello sciopero nazionale dei tassisti, proclamato dalle 8 alle 22 e seguito in tutta Italia, da Nord a Sud. Una ventina le sigle sindacali coinvolte. Al centro della protesta c’è l’accusa al governo di spalancare le porte alle multinazionali del trasporto privato, considerate una minaccia diretta alle licenze tradizionali e al lavoro dei tassisti.
Davanti a Montecitorio i toni si sono fatti durissimi anche sul piano politico. Nel mirino dei manifestanti la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, bersaglio di cartelli e slogan. La giornata è stata segnata anche da un episodio di scontro: Matteo Hallissey, presidente di +Europa e dei Radicali, ha denunciato di essere stato aggredito con sputi e calci mentre cercavano di avvicinarsi alla piazza.
Le tensioni hanno avuto ripercussioni anche nelle zone istituzionali vicine: chiusa la piazza davanti a Palazzo Chigi e controlli rafforzati in tutto il centro storico. Sul fronte politico, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha convocato per il 14 gennaio i sindacati che hanno organizzato la protesta, aprendo uno spiraglio di dialogo.
Ma lo scontro resta aperto. I tassisti temono che la liberalizzazione del settore possa mettere a rischio la loro sopravvivenza economica, mentre il governo è chiamato a trovare un equilibrio tra concorrenza e tutela del lavoro. La protesta di Montecitorio segna così un nuovo capitolo di una battaglia destinata a continuare, con effetti che vanno ben oltre la piazza romana.