Amministrazione giudiziaria per tre società legate alla ‘ndrangheta

L’intero compendio è riconducibile allo stesso imprenditore, agli arresti domiciliari dal giugno 2023.

Brescia – Il Centro Operativo DIA di Brescia, nel prosieguo dell’attività svolta nell’agosto 2024, scaturita dallo sviluppo delle risultanze già emerse nell’indagine coordinata dalla D.D.A. presso la Procura della Repubblica di Catanzaro denominata “Operazione Glicine-Acheronte”, ha ottenuto dal Tribunale di Brescia – Sezione Autonoma Misure di Prevenzione, su proposta della Procura della Repubblica di Brescia, l’applicazione della misura preventiva non ablativa dell’amministrazione giudiziaria prevista dall’art.34 del Codice Antimafia, nei confronti di 3 società, con sedi nella provincia di Verona, che si aggiungono alle 8 società di Brescia e Mantova, già interessate dallo stesso provvedimento emesso nell’estate 2024, e variamente operanti nei settori della locazione e compravendita di beni immobili propri nonché nel settore coltivazione dell’uva e la conseguente produzione e vendita di vino.

L’intero compendio delle 3 società, con volume d’affari di 2 milioni di euro ed un patrimonio immobiliare di circa 30.000.000,00 di euro, è riferibile allo stesso imprenditore, di origine veronese, tutt’ora agli arresti domiciliari nel mantovano sin dal mese di giugno 2023.

Gli approfondimenti condotti dalla DIA di Brescia, anche mediante ricorso all’esame dei flussi di segnalazioni per operazioni sospette di riciclaggio, gestiti dall’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia, avevano consentito di confermare l’esistenza di radicati rapporti e cointeressenze finanziarie (anche estere) con esponenti di una famiglia ‘ndranghetista che, in varie circostanze, avevano manifestato la propensione ad intraprendere investimenti nei territori limitrofi al Lago di Garda, sponda veronese.

La tipologia di contatti evidenziati – non connotati da profili di occasionalità – ha influito, in termini
operativi ed anche finanziari, sulla gestione di un’ampia parte dell’articolata sfera societaria
facente
capo all’imprenditore in questione.

L’esecuzione della misura preventiva è stata delegata al Centro Operativo DIA di Brescia, mentre l’amministrazione delle 3 società è stata affidata, per la durata minima di un anno, ad un collegio
composto da 2 amministratori
che, progressivamente, subentreranno nelle attività gestorie delle 3
compagini societarie.