Dal gasolio alle sigarette, dalle autostrade alle assicurazioni: ecco tutte le voci che pesano sui bilanci domestici.
L’inizio del nuovo anno porta con sé una serie di aumenti che gravano sui bilanci delle famiglie italiane. Superato il periodo delle festività natalizie e di fine anno, i cittadini si trovano a fare i conti con una raffica di rincari su beni e servizi di prima necessità, entrati in vigore già dal primo giorno di gennaio.
Le associazioni dei consumatori hanno tracciato un quadro complessivo dell’impatto economico di questi aumenti. Assoutenti stima un carico aggiuntivo totale vicino al miliardo di euro, precisamente 900 milioni, derivante dalla somma dei rincari che interessano carburanti, prodotti del tabacco, pedaggi autostradali e vari servizi. La componente più pesante riguarda il gasolio, che dovrebbe generare maggiori entrate per lo Stato pari a 552 milioni di euro nell’arco dell’anno. Al secondo posto si collocano gli aumenti su sigarette e altri prodotti da fumo, con un impatto stimato di 213 milioni.
Il Codacons ha evidenziato come questa ondata di aumenti arrivi in un momento particolarmente delicato, quando le finanze familiari sono già sotto pressione per i rincari registrati durante tutto il 2025. L’associazione sottolinea che la combinazione di queste misure rischia di comprimere ulteriormente i consumi e di peggiorare le condizioni economiche di milioni di cittadini.
Per quanto riguarda i carburanti, circa 17 milioni di automobilisti italiani devono affrontare costi più elevati alla pompa. L’origine di questo aumento risiede nel riequilibrio delle accise deciso dal governo, che si traduce in un incremento della tassazione sul diesel pari a 4,05 centesimi al litro. Oltre alle ripercussioni dirette sugli automobilisti, questo rincaro potrebbe innescare un effetto domino sui costi di trasporto delle merci e, di conseguenza, sui prezzi al consumo di numerosi prodotti.
Il settore autostradale ha visto l’applicazione di nuovi adeguamenti tariffari da parte della maggior parte delle società concessionarie. Gli aumenti variano in base alle diverse tratte, attestandosi in media attorno all’1,5 per cento, con una stima di costi aggiuntivi pari a circa 20 milioni di euro su base annua. Alcuni collegamenti registrano incrementi più significativi, come nel caso della tratta Salerno-Pompei-Napoli, rendendo più costosi sia gli spostamenti quotidiani sia i viaggi per motivi professionali.
Anche il fronte assicurativo ha subito modifiche sostanziali. L’aliquota applicata ai premi delle polizze RC Auto relativi al rischio di infortunio del conducente e all’assistenza stradale è passata dal 2,5 per cento al 12,5 per cento per tutti i contratti stipulati o rinnovati dal primo gennaio. Questo cambiamento comporta un aggravio dei costi assicurativi stimato in 115 milioni di euro complessivi a carico degli assicurati.
I fumatori devono fare i conti con pacchetti di sigarette più cari di circa 15 centesimi rispetto al passato. Si tratta del primo gradino di un incremento progressivo che porterà l’aumento complessivo fino a 40 centesimi entro il 2028. L’aumento delle accise interessa anche il tabacco trinciato, i dispositivi a tabacco riscaldato e le sigarette elettroniche. Secondo i calcoli di Assoutenti, l’incremento medio di 15 centesimi a pacchetto previsto per il 2026 genererà un impatto economico di 213 milioni di euro solo nel corso di quest’anno.
Sul fronte turistico, le amministrazioni comunali hanno ora la possibilità di incrementare l’imposta di soggiorno fino a 2 euro per notte. Una disposizione particolare riguarda i territori lombardi e veneti situati entro 30 chilometri dalle sedi dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026, dove è possibile introdurre o aumentare la tassa fino a 5 euro.
Un’altra novità riguarda gli acquisti online. È stata introdotta una tassa di 2 euro su tutti i pacchi provenienti da Paesi esterni all’Unione Europea con un valore inferiore a 150 euro. Questa misura colpisce in particolare gli acquisti effettuati tramite piattaforme di commercio elettronico asiatiche e potrebbe tradursi in ulteriori aumenti dei prezzi finali per chi acquista online da questi siti.