Il bimbo è precipitato da 15 metri d’altezza, ma i panni stesi dei vicini hanno frenato la corsa. Nessuna frattura, non è in pericolo di vita.
Milano – Un volo di 15 metri nel vuoto e, all’improvviso, quei fili tesi ad asciugare il bucato che si trasformano in una rete di salvezza. È successo la mattina di giovedì 2 luglio, poco dopo le 7, in via Aldo Moro, nel rione Ravello di Rescaldina, nell’Alto Milanese. Un bambino di appena 5 anni è precipitato dal balcone del quarto piano della palazzina dove abita con la famiglia, di origini romene. A strapparlo a una tragedia annunciata è stato un dettaglio provvidenziale: gli stenditoi dei balconi ai piani inferiori, che uno dopo l’altro hanno attutito la caduta.
Nessuno, in quel condominio, riesce ancora a spiegarsi come sia potuto accadere. Il piccolo, sfuggito per un solo istante al controllo dei genitori, sarebbe riuscito ad arrampicarsi e a scavalcare la ringhiera del balcone di casa. Poi il vuoto. La palazzina è l’ultima di una strada chiusa, in una zona periferica del paese, e conta cinque piani in tutto.
A fare la differenza tra la vita e la morte sono stati i fili degli stendini. Nella caduta il bambino li ha urtati uno dopo l’altro, e ogni impatto ha rallentato la corsa verso il suolo. Un effetto frenante decisivo, quasi impossibile da immaginare, che ha impedito conseguenze che sarebbero state altrimenti fatali.
Immediati i soccorsi. Sul posto sono arrivati i mezzi del 118, con ambulanza e automedica, i vigili del fuoco e i carabinieri della compagnia di Legnano, che ora indagano per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. Le condizioni del piccolo, contro ogni previsione, non sono apparse gravi fin da subito: trasportato in codice rosso e trasferito in elicottero all’ospedale di Bergamo, non avrebbe riportato neanche una frattura e non è in pericolo di vita.
Nel palazzo di via Moro lo shock si mescola al sollievo. “Ci siamo accorti di tutto solo quando abbiamo sentito le sirene – raccontano alcuni residenti che conoscono la famiglia –. È stato fortunato, perché salvarsi dopo una caduta da quell’altezza ha qualcosa di miracoloso. È difficile controllare ogni movimento dei bambini di quell’età: speriamo solo non ci siano conseguenze anche per la famiglia, che ha già dovuto sopportare questo enorme spavento”.