Il sondaggio Ipsos di Pagnoncelli fotografa un panorama politico in movimento: male anche il Pd, crescono i partiti minori del centrosinistra.
La nascita di Futuro Nazionale sta già lasciando il segno nei sondaggi. La nuova formazione politica di Roberto Vannacci, l’ex generale uscito dalla Lega, esordisce al 3,6% nelle rilevazioni Ipsos di Nando Pagnoncelli, collocandosi fin da subito sopra la soglia di sbarramento. Un risultato che, se confermato alle prossime politiche, potrebbe tradursi in seggi parlamentari. E che intanto pesa, e non poco, sui partiti da cui quei voti provengono.
Il centrodestra è il fronte più colpito. Fratelli d’Italia scende al 28%, perdendo un punto e quattro decimi rispetto alla rilevazione precedente. La Lega subisce il contraccolpo più duro: crolla al 6,1%, quasi due punti in meno. Non è difficile leggere in queste cifre l’effetto diretto della rottura tra Salvini e Vannacci, con una fetta dell’elettorato sovranista che ha seguito l’ex generale nella nuova avventura. Forza Italia regge meglio, probabilmente grazie al suo profilo più moderato: il calo si ferma a tre decimi e porta gli azzurri all’8,4%.
Il centrosinistra non può però festeggiare. Il Partito Democratico perde oltre un punto e si attesta al 20,4%, in una fase in cui non riesce a capitalizzare le difficoltà dell’avversario. Il Movimento 5 Stelle rimane fermo al 13,4%. Le sorprese arrivano invece dai partiti più piccoli dell’area progressista: Alleanza Verdi-Sinistra è la formazione che guadagna di più in questa rilevazione, sei decimi in più che la portano al 6,8%, il risultato più alto nell’ultimo anno. Azione torna a sfiorare la soglia di sbarramento al 2,8%, mentre +Europa sale all’1,8%. Italia Viva non si muove e resta al 2,4%.
Sul piano delle coalizioni, il sondaggio offre una lettura interessante in vista del dibattito sulla nuova legge elettorale, il cui testo è stato già depositato dal governo. Con Vannacci incluso nell’alleanza, il centrodestra si attesterebbe al 46,9%. Un ipotetico campo largo di centrosinistra, formato da Pd, M5s, Avs, Italia Viva e +Europa, raggiungerebbe il 45,1%, avvicinandosi sensibilmente agli avversari. La partita, insomma, è tutt’altro che chiusa.