Gli hacker filorussi di NoName057(16) pagano per informazioni sul ministro, sul procuratore di Roma Lo Voi e su altri nomi. Meloni: “Grande preoccupazione”.
Roma – Una pagina nascosta nel dark web, raggiungibile solo attraverso la rete Tor. La chiamano “Tribunale”, e dentro ci sono le schede delle persone che gli hacker considerano nemiche della Russia. Su una di queste c’è il nome di Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri. Il gruppo filorusso NoName057(16) ha diffuso dati personali suoi e dei suoi familiari, e promette soldi a chiunque ne porti altri: contatti, spostamenti, beni, conoscenze.
L’annuncio corre sul canale Telegram del gruppo. “Amici, abbiamo lanciato l’elenco aggiornato dei nostri clienti”, scrivono gli hacker. E poi la richiesta: “Paghiamo per informazioni confermate e realmente utili. Garantiamo l’anonimato e la sicurezza al 100%”. Secondo Il Fatto Quotidiano, che ha rivelato la vicenda, la taglia è online dal 26 ottobre. Nella lista, oltre al titolare della Farnesina, compaiono anche il procuratore di Roma Francesco Lo Voi, il capo della polizia postale Ivano Gabrielli e il sindaco di Aviano, Paolo Tassan-Zanin.
La replica di Tajani arriva su X. “Non mi farò intimidire in nessun modo. Continuerò a lavorare per difendere il mio ministero e l’Italia”. Il ministro non ha dubbi: “La nostra posizione sull’Ucraina è la ragione politica per cui sono entrato nel mirino”. E aggiunge il dettaglio che più lo preoccupa: “Coinvolgono anche la mia famiglia, sono pronti a pagare per altri dettagli su di me e sui miei cari”. Poi rivendica il lavoro fatto: dal 1° gennaio alla Farnesina è attiva una “direzione cyber” contro le incursioni informatiche.
Immediata è arrivata la solidarietà del premier Giorgia Meloni: “La messa in vendita di informazioni riservate su esponenti delle istituzioni desta grande preoccupazione e va affrontata con la massima determinazione”. Sul caso la Procura di Roma ha aperto un fascicolo. Ma, come sottolinea il Fatto, le autorità conoscono la minaccia da almeno due settimane e il sito degli hacker è ancora raggiungibile.
NoName057(16) non è un nome nuovo per l’Italia. Dal 2023 ha preso di mira a ondate i siti di ministeri, aeroporti, banche e aziende di trasporto, ed è lo stesso gruppo che in questi giorni ha rivendicato gli attacchi ai frigoriferi dei supermercati in mezza Europa. Questa volta, però, non si tratta di mandare in tilt un sito: nel mirino c’è una persona, insieme ai suoi cari.



