“Un impostore freddo e lucido”: chiesto l’ergastolo per Kaufmann

La Procura ha chiesto il massimo della pena per il 47enne accusato di aver uccise mamma e figlia a Villa Pamphili.

Roma – “Ho visto quel corpicino nudo, sembrava una bambola abbandonata”. Sono le parole con cui il Pm Antonio Verdi ha riportato l’aula della prima Corte d’Assise di Roma a quel sabato di giugno, quando nel parco più grande della Capitale venne trovata senza vita una bimba di appena 14 mesi. Poco distante giaceva il corpo della madre. Oggi, oltre un anno dopo, la Procura ha chiesto il massimo della pena per l’uomo accusato di averle uccise entrambe: ergastolo con isolamento diurno per tre anni per Francis Kaufmann, 47 anni, cittadino americano.

Le vittime sono la compagna Anastasia Trofimova e la loro figlia Andromeda, ritrovate il 7 giugno 2025 a Villa Pamphili, a pochi metri l’una dall’altra. Dopo i fatti Kaufmann era fuggito in Grecia. La Procura, con il Procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e il pm Verdi, gli contesta il duplice omicidio aggravato dai motivi futili e abietti, dalla minorata difesa, dalla relazione affettiva e dal legame di sangue con la figlia, oltre all’occultamento di cadavere.

“Faccio il magistrato da 30 anni, ma quella telefonata nessun pm vorrebbe riceverla”, ha detto Verdi nella sua requisitoria. Secondo l’accusa, dopo aver ucciso Anastasia, Kaufmann avrebbe cominciato a considerare la bambina soltanto “un fardello, un peso”, decidendo di togliere la vita anche a lei e di abbandonarne il corpo nel parco. I medici legali, sentiti a febbraio, avevano rivelato un dettaglio straziante: lo stomaco della piccola era vuoto, segno che non mangiava da giorni.

Il Pm ha poi tracciato un ritratto durissimo dell’imputato: “Freddo, lucido, manipolatore, narcisista patologico, ma non è incapace di intendere e volere. È un impostore”. Un uomo capace, secondo Verdi, di raggirare perfino gli agenti che lo avevano fermato ubriaco in strada con la figlia pochi giorni prima: “Se avessero fatto bene il loro lavoro, forse la bambina sarebbe ancora viva”.

Il processo ha vissuto mesi tormentati. A maggio era stato sospeso dopo una perizia psichiatrica e Kaufmann trasferito in un reparto psichiatrico sotto sorveglianza continua. A giugno i giudici lo hanno dichiarato di nuovo in grado di stare in giudizio, riportandolo in carcere.

Ora la parola passa alla difesa, attesa in aula il 5 novembre. Subito dopo la Corte si ritirerà in camera di consiglio per la sentenza. Una sentenza attesa anche dai genitori di Anastasia, parte civile nel processo, che chiedono giustizia per una figlia e una nipotina strappate alla vita.