UN BRINDISI COL MOSCATO E CON LA SUA INCREDIBILE STORIA

sapevate che esiste, nel basso Piemonte, una valle dove si produce quasi esclusivamente Moscato? Il suo nome è Valle Bagnario e si trova a Strevi, in provincia di Alessandria.

Il Moscato bianco è un’uva aromatica, diffusa in quasi tutta la penisola, che produce un vino dalle note floreali e agrumate con sentori di salvia. Diffuso in quasi tutta la penisola, in Piemonte è di gran lunga il vitigno a bacca bianca più intensamente coltivato e uno dei principali in molti comuni delle province di Cuneo, Asti e Alessandria.

Con quell’uva si produce il Moscato, sia sotto forma di Spumante che di Passito, che è il vino delle Feste: il compagno ideale del Panettone, del Pandoro, delle crostate e dei dolci della nonna. Ma sapevate che esiste, nel basso Piemonte, una valle dove si produce quasi esclusivamente Moscato? Il suo nome è Valle Bagnario e si trova nel paese di Strevi, in provincia di Alessandria.

Bottiglie di Moscato

Il territorio di Strevi ha un’antica tradizione di viticoltura, ed è stato nominato patrimonio dell’Unesco per la sua storia, le sue tradizioni e le sue caratteristiche geologiche ed enologiche. Secondo alcuni documenti storici, la Valle Bagnario, crù di eccellenza delle terre di Strevi, può essere identificata, in particolare, come la zona di origine del moscato passito. Si estende a forma di ipsilon, su bellissime colline soleggiate, dal terroir a prevalenza tufaceo-marnoso, caratterizzate da buon drenaggio e con un microclima particolarmente favorevole, tanto da produrre uve che riescono a raggiungere elevate concentrazioni zuccherine e produrre vini passiti morbidi, con ottimo equilibrio e persistenza: veri e propri vini da meditazione.

Che il Passito di Moscato e la particolare tecnica di appassimento delle uve che lo producono siano i più antichi del Piemonte lo riportano le tracce scritte, che testimoniano la vinificazione di un “vino da messa liquoroso” prodotto nel 1078 vino dai monaci della zona. Si tratta di un prodotto unico, le cui origini si perdono nei secoli scorsi.

moscato-bianco

Per produrre il Moscato passito di Strevi si usa ancora oggi una tecnica antichissima che consiste nello sfruttare il sole e il calore per concentrare naturalmente il succo di uva. Il Moscato Passito della Valle Bagnario è diventato presidio SlowFood nel 2002 e ha ottenuto il riconoscimento come Strevi Doc nel 2005. Come si produce questo incredibile vino di colore ambrato intenso che al naso regala sentori incredibili di fiori, frutta, mandorle, frutta secca, datteri, miele di castagno e altro ancora, questo vino racchiuso in piccole bottiglie che nulla ha da invidiare ai più famosi Sauternes?

Per ottenere questo passito da meditazione si sceglie il meglio della vendemmia, i grappoli più sani e spargoli. Si raccolgono dai 7 ai 10 quintali in 4 giorni di grappoli particolarmente dorati e maturi, che vengono poi stesi su lettiere di legno che restano esposte al sole. L’uva, riparata la notte, appassisce così, al sole diretto, dai 20 ai 30 giorni. Già dopo una settimana di esposizione la buccia diventa dura e protegge il contenuto degli acini. Il grado zuccherino è alto ma deve essere superiore ai 30 g/l per evitare rischi di rifermentazioni successive.

Dopo circa trenta giorni, l’uva, pigiata e pressata, viene messa a riposare in piccole botti antiche di legno, mentre le bucce rimaste vengono passate due volte ai setacci a maglie progressivamente più fitte per eliminare raspi e vinaccioli e, infine, aggiunte al mosto a macerare fino a otto mesi. Questa è l’antica ricetta di due secoli fa, ma ogni annata è diversa e semplicemente da un sorso di vino si riesce a capire l’andamento climatico dell’annata.

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