Ucciso a fucilate, caccia al killer di Alessandro Barreca

Giallo a Gangi, sulle Madonie, dove non si ricordava un omicidio da cinquant’anni. Il Ris scandaglia un casolare: forse l’assassino lo aspettava lì.

Palermo – Il motore ancora acceso, i fari che squarciano il buio della campagna e, poco distante, il corpo senza vita di un uomo che tutti in paese conoscevano. È la scena che si sono trovati davanti i carabinieri nella notte tra sabato 31 ottobre e domenica 1° novembre in contrada Rolica, a Gangi, piccolo borgo nel cuore delle Madonie. Alessandro Gaetano Barreca, imprenditore agricolo e allevatore di 54 anni, è stato ucciso con due colpi di fucile al petto. A quasi una settimana dal delitto, l’assassino non ha ancora un volto.

Barreca era uscito di casa intorno alle 14 di sabato. La moglie, che in quel momento si trovava a Palermo, lo ha sentito per l’ultima volta nel primo pomeriggio. Dalle 16 in poi, il silenzio: telefonate e messaggi rimasti senza risposta. È stata lei a dare l’allarme. Poi, intorno all’una e mezza di notte, la scoperta: il corpo era a terra, fuori dalla sua jeep, vicino alla casa di campagna che l’uomo aveva sui monti, al confine con la provincia di Enna. Il cellulare era ancora attaccato al caricabatterie dell’auto.

Gli investigatori della Procura di Termini Imerese, guidata da Angelo Vittorio Cavallo, seguono tre piste: un agguato, un appuntamento trappola oppure un uomo che avrebbe visto qualcosa che non doveva vedere. Si scava nel suo lavoro e nella sua vita privata, compresi possibili contrasti per questioni di confine e per le numerose proprietà che possedeva. Sul posto sono al lavoro gli specialisti del Ris dei Carabinieri di Messina, che stanno controllando anche un casolare poco lontano: si vuole capire se il killer lo abbia usato per appostarsi. Al vaglio ci sono le telecamere delle aziende agricole della zona, mentre l’autopsia dovrà stabilire l’ora della morte e la traiettoria dei colpi.

Gangi è sotto shock. “Siamo tutti sconvolti e increduli. Alessandro era un lavoratore stimato da tutti, una persona dedita alla famiglia e alla sua attività”, ha detto il sindaco Giuseppe Ferrarello. In paese, ha ricordato, un omicidio non si vedeva da circa mezzo secolo. Ora la comunità aspetta una risposta. E la moglie e il figlio di 18 anni aspettano di sapere chi gli ha portato via Alessandro.