I giudici d’appello hanno convalidato il verdetto di primo grado. Respinti i ricorsi della difesa su presunte patologie psichiche e sul consenso di una delle vittime.
Genova – I giudici d’appello del capoluogo ligure hanno mantenuto inalterata la condanna a dieci anni inflitta all’ex religioso Andrea Melis, già alla guida dell’istituto scolastico Assarotti. Il procedimento di secondo grado, giunto al termine di un esame puramente documentale e senza lo svolgimento dell’udienza in presenza, ha accolto integralmente la linea dell’accusa, respingendo le tesi difensive.
Gli avvocati dell’imputato puntavano a ottenere un ridimensionamento della condanna – già ridotta di un terzo in origine grazie al giudizio abbreviato – facendo leva sullo stato di salute mentale del loro assistito e contestando la violenza su una delle vittime, ritenuta consenziente e con un’età superiore ai quattordici anni. In attesa dell’ultimo grado di giudizio dinanzi alla Suprema Corte di Cassazione, l’ex parroco rimane recluso ai domiciliari in una struttura sanitaria situata in Umbria, mentre sul piano canonico la procedura dell’autorità ecclesiastica resta sospesa, pur permanendo la misura cautelare della sospensione dalle funzioni religiose.
L’inchiesta, avviata dalle forze dell’ordine a seguito della segnalazione inoltrata dai parenti di un ragazzo vittima di abusi durante la sua esperienza da chierichetto, ha portato alla luce una fitta rete di adescamenti ai danni di almeno sette studenti dell’istituto genovese. Per ottenere le prestazioni sessuali dei giovani, l’ex presbitero ricorreva all’erogazione sistematica di regali di valore, compresi capi d’abbigliamento sportivo di marca, bevande ad alta concentrazione energetica e sigarette elettroniche reperite su portali esteri, la cui composizione presentava livelli di nicotina tre volte superiori alla soglia consentita dalla normativa italiana. L’inquadramento delle contestazioni, che include anche due tentativi di approccio fisico respinti e oggetto di formale denuncia, era stato infine assegnato al tribunale di Savona per ragioni di competenza legate al luogo del primo episodio contestato.


