Ucciso a fucilate accanto alla sua jeep ancora accesa: il giallo di Gangi

L’imprenditore agricolo Alessandro Barreca, cognato del vescovo di Ragusa, è stato colpito al torace nelle campagne delle Madonie. Tre le piste degli investigatori.

Palermo – I fari ancora accesi a tagliare il buio delle campagne, il motore che gira a vuoto e, poco distante, un corpo riverso a terra. È la scena che si sono trovati davanti i carabinieri nella notte tra sabato 31 ottobre e domenica 1° novembre in contrada Rolica, a Gangi, dove Alessandro Gaetano Barreca, imprenditore agricolo conosciuto da tutti in paese, è stato ucciso con almeno due colpi di fucile al torace.

L’uomo, allevatore e titolare di attività agricole nella zona delle Madonie, ma anche fotografo per passione, era uscito di casa sabato intorno alle 14. Da quel momento il silenzio. La moglie, che in quelle ore si trovava a Palermo, ha perso i contatti con lui dalle 16: telefonate e messaggi rimasti senza risposta. È stata lei a dare l’allarme. Le ricerche si sono concluse nel modo più drammatico, vicino alla sua abitazione di campagna, al confine con la provincia di Enna e il territorio di Nicosia. Il corpo era fuori dalla sua Jeep, il cellulare ancora attaccato al caricabatterie dell’auto.

Per tutta la notte i carabinieri hanno ascoltato la moglie, il figlio di 18 anni, parenti e amici, nel tentativo di ricostruire le ultime ore dell’imprenditore. La moglie è la sorella del vescovo di Ragusa, Giuseppe La Placa, originario delle Madonie, che ha raggiunto Gangi.

Sono almeno tre le piste su cui lavora la Procura di Termini Imerese, guidata da Angelo Cavallo: un agguato, con l’assassino in attesa nelle campagne; un appuntamento trappola; oppure la possibilità che Barreca abbia visto qualcosa che non doveva vedere. Gli inquirenti scavano nel contesto lavorativo e personale della vittima, tra possibili liti per questioni di confine e dissidi legati alle sue numerose proprietà. Al setaccio anche il telefono dell’uomo e le immagini delle telecamere di abitazioni e aziende agricole della zona.

Gangi, intanto, è sotto shock. “Lo conoscevano tutti. Non riusciamo a comprendere quale possa essere il movente di questo tragico delitto”, ha detto il sindaco Giuseppe Ferrarello. In paese, ricorda il primo cittadino, non si vedeva un omicidio da circa cinquant’anni.