Uccisa con l’insulina, le domande del marito a ChatGPT per depistare le indagini

Falsi referti, email inventate e consigli sul testamento: le carte choc contro l’ex infermiere Nadir Rossi. Per il Gip è la prova della premeditazione.

Verona – Domande su domande, digitate una dopo l’altra, per costruire una verità di comodo e restare impunito. È il quadro agghiacciante che emerge dalle carte dell’arresto di Nadir Rossi, l’ex infermiere di 35 anni in carcere con l’accusa di aver ucciso la moglie, Jessica Dalla Chiara, con somministrazioni nascoste di insulina. Secondo la Procura, l’uomo avrebbe rivolto a ChatGPT ben 81 domande, intrecciate ad altre 797 ricerche online, per pianificare il delitto e depistare chi indagava.

Jessica, 32 anni, infermiera come il marito, è morta il 24 giugno 2024 nella casa di Bussolengo. Per gli inquirenti, una prima dose l’aveva già mandata in coma, costringendola a un mese di ricovero; poi, una volta tornata a casa, quella fatale. Rossi si era opposto all’autopsia, aveva fatto cremare il corpo in tutta fretta e aveva incassato la polizza sulla vita da 100mila euro. Due anni dopo, il 29 ottobre, sono scattate le manette.

Le conversazioni con l’intelligenza artificiale raccontano di un uomo capace di inventarsi un’altra vita. All’amante aveva detto di essere rimasto ferito in una sparatoria mentre scortava un magistrato: per renderla credibile si era fatto generare finti referti e una falsa lettera di dimissioni dell’Ospedale di Padova. Con la stessa freddezza avrebbe scritto un’email dall’account di Jessica, ormai morta, per “benedire” la nuova relazione. E poi aveva chiesto a ChatGPT se fosse possibile risalire al vero autore o all’indirizzo IP.

Non solo. Tra le domande ci sono anche le dosi da overdose di Fentanyl e morfina, i farmaci rubati al pronto soccorso dove lavorava per inscenare un finto suicidio e, secondo l’accusa, incassare una seconda polizza. E ancora: come funziona un processo penale, come difendersi da accuse senza prove dirette. In un’intercettazione lo diceva chiaramente: senza il corpo della moglie, ormai cremato, non c’era una prova.

Il capitolo più amaro riguarda la figlia di 4 anni. Rossi chiedeva all’IA come scrivere un testamento e come organizzare l’affidamento della bambina in caso di arresto, con l’obiettivo di escludere i nonni materni. Per il Gip, quell’uso seriale della tecnologia dimostra una spiccata capacità manipolatoria, la premeditazione e il tentativo di farla franca.

Lunedì, davanti al giudice, Rossi è scoppiato in lacrime ma non ha risposto alle domande. I suoi legali avevano chiesto i domiciliari per stare con la figlia: istanza respinta. Intanto i genitori di Jessica, che avevano sospettato fin dal primo giorno, hanno annunciato di voler chiedere l’affidamento della nipote.