Jessica Dalla Chiara morì a 32 anni nel Veronese. Lui incassò la polizza vita e giurava: “Vivrò per nostra figlia”.
Verona – Per due anni è stato il vedovo inconsolabile, il papà che prometteva di andare avanti soltanto per la sua bambina. Oggi, per la procura di Verona, Nadir Rossi è l’uomo che avrebbe ucciso la moglie Jessica Dalla Chiara, 32 anni, somministrandole insulina senza alcuno scopo terapeutico. L’infermiere 35enne è stato arrestato con l’accusa di femminicidio: il Gip Carola Musio, su richiesta del pm Alberto Sergi, ha disposto per lui la custodia cautelare in carcere al termine degli accertamenti della Squadra Mobile scaligera.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Rossi avrebbe fatto arrivare l’insulina nelle vene della moglie attraverso una flebo, prima tra le mura di casa e poi persino in ospedale, dove la donna era ricoverata, scatenandole una crisi ipoglicemica dopo l’altra. Fino al 24 giugno 2024, quando il cuore di Jessica ha smesso di battere. Una morte che allora sembrava naturale e dopo la quale il marito avrebbe incassato l’indennizzo della polizza sulla vita che la giovane aveva sottoscritto appena due anni prima.
Una storia nata tra i banchi dell’Istituto Fermi di Verona, ai tempi delle superiori. Poi la stessa professione: lui al pronto soccorso del Policlinico di Borgo Roma, lei nell’assistenza domiciliare dell’Ulss 9, a Bussolengo, dove la coppia viveva con la figlioletta Aurora, che all’epoca aveva due anni e mezzo.
Il calvario di Jessica era cominciato un mese prima della morte, con una prima, misteriosa crisi e un lungo ricovero. Dimessa venerdì 21 giugno, nella notte tra sabato e domenica le sue condizioni erano di nuovo precipitate. “Fino ad allora mia moglie non aveva mai accusato particolari problemi di salute”, raccontava il marito, che ringraziava i medici per aver “fatto il possibile”.
Parole che oggi suonano in modo agghiacciante. Come quelle affidate ai giornali nei giorni del lutto: “Mi ha detto ‘tieni, ho scritto le mie memorie’. Credevo fosse ironica, invece no… Al primo punto dei desideri lasciati da mia moglie c’è nostra figlia Aurora. Jessica mi ha raccomandato di vivere per lei, il frutto del nostro amore“.
A rendere tutto più difficile c’è un dettaglio pesantissimo: secondo fonti investigative, sul corpo di Jessica non sarà possibile eseguire l’autopsia, perché la salma è stata cremata. Ora toccherà alle indagini, e poi a un tribunale, stabilire se dietro il dolore ostentato di quel marito si nascondesse davvero un piano lucido e spietato.



