Dalla presunzione di imputabilità dei quattordicenni alle sanzioni per i genitori, fino al fermo preventivo.
Roma – All’indomani delle manifestazioni sorte in diverse città italiane per protestare contro il rincaro del costo della vita, l’esecutivo ha varato un nuovo pacchetto di norme volto a rafforzare la tutela dell’ordine pubblico, intervenendo su più fronti, dalla gestione delle piazze alla responsabilizzazione delle famiglie.
Una delle novità più rilevanti riguarda il settore della giustizia minorile, dove viene introdotta la presunzione di capacità di intendere e di volere per i ragazzi tra i quattordici e i diciotto anni, eliminando la necessità di svolgere accertamenti caso per caso. Inoltre, nei confronti dei minorenni coinvolti in episodi di violenza organizzata durante gli eventi pubblici sarà possibile applicare la misura della custodia cautelare. Sul piano della responsabilità genitoriale, i Prefetti avranno la facoltà di sanzionare con multe fino a duemila euro i genitori di minori responsabili di atti vandalici o scontri, potendo disporre anche l’obbligo di risarcire i danni arrecati ai beni della collettività.
Sul versante dei controlli sul territorio, il fermo preventivo con trattenimento fino a dodici ore viene esteso oltre le manifestazioni, raggiungendo anche i luoghi caratterizzati da grande afflusso di persone come le zone della movida. Per le forze dell’ordine si apre inoltre la possibilità di ricorrere all’arresto in flagranza differita entro quarantotto ore dai fatti, qualora le condotte di devastazione, saccheggio o danneggiamento di gruppo siano chiaramente comprovate da immagini video o foto.
Il decreto introduce poi la specifica fattispecie di reato di partecipazione violenta a manifestazioni pubbliche per chi fa parte di gruppi armati o travisati di oltre cinque persone, prevedendo pene detentive severe e sanzioni pecuniarie elevate, che si inaspriscono ulteriormente per chi utilizza le piattaforme digitali per promuovere o coordinare le azioni violente. Infine, per quanto concerne la città di Milano, il provvedimento autorizza l’invio di cinquecento militari fino alla fine del 2026; questi ultimi opereranno come agenti di pubblica sicurezza senza svolgere funzioni di polizia giudiziaria, limitando le proprie attività al presidio del territorio e all’identificazione dei cittadini.



