Il misterioso “Movimento 17 ottobre”: chi c’è dietro la rivolta dei giovanissimi

Via social i ragazzini si danno appuntamento per nuovi saccheggi (“ogni sabato alle 15”). E nelle chat spunta una guida alle manifestazioni per principianti.

Milano – La chiamata parte da uno schermo e nel giro di pochi minuti si trasforma in guerriglia urbana. Per due giorni il cuore di Milano è stato preso d’assalto da centinaia di giovanissimi, molti di neanche 18 anni, il volto coperto e la felpa nera calata sugli occhi, che hanno trasformato le vie dello shopping in un campo di battaglia. Vetrine sfondate, negozi svaligiati, cestini e monopattini rovesciati sull’asfalto: domenica pomeriggio, dopo gli scontri di sabato, la furia è esplosa di nuovo tra piazza Duomo e via Torino. Il bilancio è pesantissimo: 271 persone portate in Questura, di cui 220 minorenni, 32 arresti e 14 agenti feriti.

A muoversi è stata una tattica da guerriglia vera e propria. In gruppetti da dieci o venti persone, i ragazzini hanno fatto incursione in via Torino, al Cordusio e in corso Garibaldi, colpendo e dileguandosi in pochi istanti. Hanno svaligiato un supermercato Carrefour, preso di mira le vetrine di Foot Locker, Levi’s, Under Armour e Decathlon, scagliando contro i cristalli sedie, tavolini e persino il manubrio di un monopattino. La polizia ha risposto con idranti e lacrimogeni, la Galleria Vittorio Emanuele è stata blindata e il Duomo chiuso in anticipo ai turisti.

Tutto era cominciato sabato con una manifestazione contro il carovita promossa dal movimento “Italia in Piazza”: oltre 5mila persone in piazza Duomo contro il prezzo dei carburanti, gli stipendi bassi e le tasse. Ma il corteo è presto degenerato in sassaiole, bombe carta e barricate incendiate. Disordini anche a Torino, Bologna, Bergamo e Brescia.

Dietro la rivolta spunta ora una sigla misteriosa: il “Movimento 17 ottobre”. “Siamo quelli delle piazze”, proclamano i gestori di una pagina Instagram che rimanda i follower prima su Telegram e poi sul più riservato Signal, dove circolano istruzioni per oscurare i profili e sfuggire agli investigatori della Digos.

Il logo del “Movimento 17 ottobre”. Foto Instagram

Tra i documenti diffusi, il pdf “Ricette per il caos – Manuale di resistenza urbana” e consigli pratici per evitare controlli e identificazioni. Non è un fulmine a ciel sereno: il 22 settembre un blitz in un supermercato di Modena, il 3 ottobre il raduno di oltre mille ragazzini a Vicenza sulla chiamata del tiktoker Hamza Messaf, erano le prove generali di una mobilitazione che corre a tempo di record sugli smartphone.

E ora la sfida si fa permanente: “Ogni sabato alle 15“, con appuntamento in piazza Duomo a Milano, piazza Nettuno a Bologna, Circo Massimo a Roma e piazza Castello a Torino, oltre a Bari, Firenze, Genova e Padova. La politica è già in fermento: la premier Giorgia Meloni ha convocato un vertice a Palazzo Chigi sull’ordine pubblico, mentre Matteo Salvini chiede di accelerare sulla legge anti-maranza e lancia il suo monito: “Chi rompe paga». L’autunno rischia di rivelarsi più caldo che mai.