AI, la nuova sfida tecnologica della startup SOMA

Giovani talenti e ricerca accademica uniscono le forze per sviluppare simulazioni avanzate destinate ai mercati globali più complessi.

C’è chi sogna di cambiare il mondo partendo da un’idea e chi quel sogno lo sta trasformando in realtà tra i banchi e i laboratori dell’università. È la storia di Soma, una startup deep-tech nata a Roma che propone soluzioni basate sull’Intelligenza Artificiale e su tecniche avanzate di simulazione, con possibili applicazioni in ambito industriale e accademico. Fondata da un team di giovani ingegneri e dottorandi legati all’Università degli Studi Niccolò Cusano, l’azienda ha un obiettivo ambizioso: rivoluzionare il modo in cui vengono progettati e analizzati i sistemi complessi in settori chiave come l’aerospazio, la difesa e la produzione industriale.

Che cosa fa SOMA? I “Gemelli Digitali” e l’AI al servizio dell’ingegneria Per capire la portata innovativa di SOMA basta guardare ai suoi strumenti principali: i Digital Twin (i “Gemelli Digitali”). Si tratta di repliche virtuali estremamente fedeli di oggetti, strutture o velivoli reali, che permettono di testare, studiare e prevedere il comportamento di un sistema in ambiente digitale prima ancora di realizzarlo fisicamente.

Invece di richiedere mesi di calcoli manuali, le piattaforme automatizzate messe a punto da SOMA combinano la fisica con l’Intelligenza Artificiale, sgravando i tecnici dalle attività ripetitive e lasciando all’uomo il ruolo fondamentale di supervisione e strategia. Il risultato? Processi industriali più rapidi, sicuri ed efficienti in ambiti delicati dove il minimo errore può fare la differenza.

Puntare sulla sovranità tecnologica europea Con una squadra di 15 persone tra soci, ricercatori e advisor e una rete di collaborazioni che spazia dal CNR al German Aerospace Center, SOMA guarda al futuro con una forte missione geopolitica ed economica: contrastare la dipendenza da software e piattaforme extraeuropee.

“Il nostro traguardo è contribuire a restituire all’Italia e all’Europa quella sovranità tecnologica che negli ultimi anni abbiamo visto ridursi”, spiegano i fondatori della startup. Una sfida affascinante che dimostra come l’università italiana, quando sa fare squadra con l’impresa, sappia generare eccellenze in grado di competere sui mercati globali.

Il legame con Unicusano: quando la ricerca accademica diventa impresa Il vero motore di questa startup è il profondo legame con il mondo universitario. I fondatori Cristiano Andolfi, Fabio Del Duchetto, Jordan Carducci e Gianvito Antenori provengono tutti dai percorsi di eccellenza di Unicusano, dove hanno conseguito lauree e dottorati di ricerca spaziando dalla fluidodinamica all’Intelligenza Artificiale.

Oggi l’ateneo non è soltanto il luogo da cui tutto è iniziato, ma un partner strategico e un cliente diretto dell’azienda. Una collaborazione virtuosa che ha già dato i suoi frutti concreti, come lo sviluppo di METIS, un sofisticato assistente basato su IA adottato dall’ateneo e nutrito rigorosamente con i testi, i libri e le dispense ufficiali dei docenti, garantendo così agli studenti risposte certificate e di altissima qualità formativa.