“Tuo marito urla, lascialo”: il biglietto che scuote i social

Una passante che ha visto una donna umiliata per un parasole ha lasciato un foglietto sotto il tergicristallo. In poche ore quasi 20mila like e centinaia di commenti.

Taranto C’è una passante, un pennarello rosso e poche righe stampatello per fermare un pezzo di violenza quotidiana. Succede sul lungomare di Castellaneta Marina, frazione di Castellaneta, nel Tarantino, dove una donna assiste per caso a una scena che avrebbero preferito di gran lunga non accadesse mai: un uomo che urla contro la propria compagna, le inveisce contro, la umilia in pubblico per il modo in cui sta sistemando un parasole nell’abitacolo dell’auto. Lei non si gira dall’altra parte. Aspetta che la coppia scenda e si allontani, poi tira fuori dalla tasca un foglietto e scrive.

Il biglietto, incastrato sotto il tergicristallo e firmato semplicemente “una passante”, recita testualmente: “A te a cui tuo marito urlava per sistemare un parasole, auguro il coraggio di lasciarlo perché le m**** non cambiano mai. Meriti sicuramente rispetto e soprattutto un vero uomo”. Parole secche, quasi ruvide, che diventano un abbraccio a distanza verso una sconosciuta.

Qualcun altro passa, fotografa quel foglietto e lo pubblica sul gruppo Facebook cittadino “Rinascita Castellaneta Marina”. Nel giro di poche ore lo scatto diventa virale: quasi 20mila reazioni e centinaia di commenti. La rete si spacca, ma la solidarietà prevale. “Quando vivi in un rapporto del genere sei quasi anestetizzata: da fuori si nota, da dentro no”, scrive una donna. Un’altra racconta di aver cercato per anni una parola di conforto mentre veniva aggredita a voce in pubblico, nell’indifferenza di chi si fermava solo per curiosità.

Non mancano i dubbi. C’è chi teme un effetto boomerang: “Saranno tornati alla macchina insieme, l’avrà letto anche lui e si sarà arrabbiato di più con lei, che di quel biglietto non ha colpa”. E c’è pure chi grida al falso: “Tutto finto”. Al di là dei sospetti, il messaggio che rimbalza sotto il post è uno solo: davanti a un possibile abuso, anche solo verbale, non voltarsi dall’altra parte e, quando serve, denunciare.

Resta un foglietto anonimo, poche parole in stampatello rosso, e la scommessa che a volte basti la voce di un’estranea per far capire a chi subisce che quei toni non sono normali. E che il rispetto non è un lusso, ma il minimo sindacale dell’amore.